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Da promessa a presunto assassino: la storia di Leandro ‘El Pony’ Chazarreta

Il giovane calciatore stava per raggiungere la prima squadra dell’Almagro ma ora è accusato di aver ucciso una donna nella zona di Palomar, città compresa nell’agglomerato urbano della Grande Buenos Aires.
A cura di Vito Lamorte
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Leandro Chazarreta ha iniziato a giocare nel club di Almagro a sei anni ma dopo poco tempo venne passato di categoria perché aveva delle potenzialità eccelse: tutti quelli che lo hanno visto giocare dicevano che era davvero difficile togliergli la palla e che calciava le punizione come Juan Roman Riquelme. Il calcio era la sua vita ed era arrivata ad un soffio da raggiungere il suo obiettivo: giocare con la prima squadra del suo club. Purtroppo, questa promessa del calcio ha deciso di prendere un'altra strada e oggi la sua storia è segnata dal crimine. Il giovane è stato arrestato questa settimana, accusato di aver ucciso Miriam Amelia Coppolillo (60), il giorno del compleanno del marito, a Palomar, una città che  fa parte dell'agglomerato urbano della Grande Buenos Aires. Nel raid a casa di Chazarreta hanno trovato un giubbotto antiproiettile e una pistola calibro 40. Insieme a El Pony è stato arrestato un altro 17enne, altro presunto responsabile del reato.

Secondo gli investigatori, Leandro Chazarreta farebbe parte di un gruppo noto come "La Banda del monoblock 17", un'organizzazione che si dedica al furto di automobili e cellulari che ha spaventato il quartiere Carlos Gardel e diverse zone ad ovest del Conurbano. Ma come è possibile che questo giovane pronto ad apparire nelle pagine sportive è finito per essere uno dei protagonisti della sezione di cronaca? Durante la sua permanenza nel club, Chazarreta ha smesso di giocare per un paio di brevi periodi e, purtroppo, la sua vita è sempre stata segnata dalla povertà e dalla criminalità nonostante gli intensi sforzi dell'istituzione sportiva per tenerlo lontano dalle cattive compagnie. A quanto pare il giovane ha scelto un'altra strada.

"Pibe, cosa vuoi per la tua vita? La pistola o la palla? Se vuoi pistola, te ne vai da qui. Se preferisci la palla, prenditi le tue responsabilità", questo è quanto gli ha detto Daniel Rodriguez, allenatore del suo club, e che ha ribadito al giornale El Clarin. Chazarreta era stato accusato di omicidio nel 2014, finendo in un carcere minorile, ma era riuscito a dimostrare che non si trovava sul luogo del crimine e era stato scagionato. Tornato in squadra, il padre aveva provato a farlo allontanare dalle cattive amicizie ma non è bastato.

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