In questi giorni, approfittando anche delle pausa dei vari campionati per via degli impegni delle Nazionale, siamo tutti interessati a cosa sta accadendo al Torneo di Viareggio 2018. La più grande vetrina per i giovani che anche quest’anno sta mettendo in evidenza un incredibile numero di talenti davvero molto interessanti che ben presto magari vedremo in Serie A o in altri massimi campionati europei. Nel corso degli anni questo prestigioso torneo, ha regalato al calcio italiano tanti giovani interessanti che poi hanno messo piede in Serie A lasciando un’impronta importante ma non decisiva poi per il prosieguo della propria carriera.

Un cammino il loro, che si è infatti fermato dopo i primi minuti in prima squadra o che si è interrotto dopo qualche anno promettente. Andiamo a vedere 5 talenti mancati provenienti dal Torneo di Viareggio che si sono distinti nella kermesse dedicata ai giovani ma che poi non sono esplosi come tutti si aspettavano.

‘ObaOba’ le sue capriole oggi le fa in Cina

Vi ricorderete sicuramente tutti di Obafemi Martins, per gli amici ObaOba, uno dei giocatori più eccentrici che abbia calcato i campi della Serie A, nella prima metà degli anni 2000. Nigeriano classe 1984, arrivò in Italia nel 2000, all’età di 16 anni,  sponda Reggiana (insieme a Stephen Makinwa). Le sue prestazioni, dopo poco tempo, convinsero l’Inter a puntare su di lui.
Con le giovanili della squadra nerazzurra, Martins vinse il Torneo di Viareggio ed il Campionato Primavera segnando caterve di gol.

Le sue reti e la sua esultanza con tanto di capriole multiple degne di un gran ginnasta, attirano le attenzioni degli addetti ai lavori. E ovviamente non tardò ad arrivare l’esordio in Serie A che avvenne il 22 dicembre 2002, contro il Parma. Realizzò 1 gol contro l’Atalanta in campionato, e 2 addirittura in Champions League alla sua prima stagione. Restò all’Inter per altre 3 stagioni, mettendo insieme 125 presenze, 46 gol e centinaia e centinaia di capriole, tra il 2003 ed il 2006. Da qui, la carriera di ObaOba, cambiò radicalmente.

Nel 2006, infatti, chiuso da Zlatan Ibrahimović, Martins lasciò Milano. Vestì 3 maglie diverse in altrettante stagioni (Rubin Kazan, Birmingham, Levante) prima di finire poi a girovagare in Mls. Dal febbraio 2016 veste la maglia dello Shanghai Shenhua dove con uno stipendio di oltre 6 milioni di dollari si gode una carriera che poteva avere decisamente un risvolto più importante.

Corvia, l’ennesimo ‘capitan futuro’ non esploso alla Roma

Subito dopo i deludenti Mondiali in Corea e Giappone del 2002, nell’ambiente Roma si cominciò a parlare e a discutere tanto del potenziale di uno dei calciatori che maggiormente si era messo in evidenza nella Primavera giallorossa: Daniele Corvia. Classe 1984, oggi 33enne, capocannoniere con sette reti della Viareggio Cup 2004 con la Roma, convinse subito la dirigenza romanista a puntare su di lui. Fece il suo esordio anche nell’allora Coppa UEFA e in Champions League con i giallorossi che hanno provato a credere in lui sino al 2009 quando è stato ceduto a titolo definitivo al Lecce.

La carriera di Corvia (Transfermarkt)
in foto: La carriera di Corvia (Transfermarkt)

Poteva diventare l'ennesimo ‘capitan futuro', ma si è accontentato, forse anche costretto da diversi fattori di cui non ne siamo a conoscenza,  di vivere una carriera da bomber di Serie B. Da quest'anno milita nel Fondi, in Serie C, ma viene da un lungo girovagare tra Ternana, Siena, lo stesso Lecce, Empoli, Brescia, Latina e adesso proprio il Fondi con cui ad oggi ha realizzato 5 gol in 16 presenze.

Il rilancio nel calcio solo in Ungheria per Lanzafame

Pensate soltanto che, come succede spesso nel calcio, i paragoni sono sempre troppo esagerati ed evidentemente nel 2008 Casiraghi andò assolutamente oltre paragonando quest’altro talento del calcio italiano addirittura a Cristiano Ronaldo. Stiamo parlando di Davide Lanzafame, che nel 2007 con la Juventus aveva conquistato la Scarpa d'Oro del Torneo di Viareggio ma che poi si è fatto schiacciare dalla sua etichetta di predestinato. "Sarò il vostro Cristiano Ronaldo", disse il giorno del suo arrivo a Palermo.

Lo è diventato all'Honved, in Ungheria, dove ha conquistato uno storico titolo da trascinatore assoluto, ma sicuramente da lui ci si aspettava davvero tanto. Ha anche lui girovagato a lungo in Italia tra Bari, Parma, Brescia, Catania, Grosseto e poi la rinascita tra Novara e Perugia in Serie B prima del ritorno in Ungheria. Un esterno alto d’attacco con il vizio del gol che anche per vicende extracalcistiche forse non ha spiccato al meglio il volo nel calcio italiano.

Ayub Daud da fenomeno a svincolato

Vinse tutto con la Juventus Primavera che lo prelevò all’età di 9 anni dai pulcini del Cuneo, città in cui si trasferì a 5 anni con la sua famiglia. Vinse con i bianconeri soprattutto il Torneo di Viareggio da capocannoniere con 8 reti. Si pensava seriamente fosse nata una stella, ma in realtà era una meteora. Ma Ayub Daud, esterno offensivo che predilige svariare su tutto il fronte offensivo e che era abile anche a giocare anche come seconda punta esprimendosi al meglio come rifinitore libero di inventare ed ispirare la manovra, si distingue soprattutto per velocità, doti tecniche e il tiro dalla distanza.

Il profilo di Daud (Transfermarkt)
in foto: Il profilo di Daud (Transfermarkt)

Ma dopo una serie infinita di prestiti tra Serie B e Lega Pro, il ragazzo di Mogadiscio (Somalia), si trasferisce a titolo definitivo in Svizzera e poi in Ungheria, all'Honved. Oggi è attualmente svincolato dopo aver anche vestito le maglie di Crotone, Lumezzane, Cosenza, Gubbio, Sion e Chiasso.

La storia di Volpato che oggi gioca in Promozione

Nel 2005 vince il Viareggio con la Juventus da capocannoniere e fu  considerato dagli addetti ai lavori come il futuro numero 9 della Nazionale. Le sue qualità, fin da bambino, non passarono di certo inosservate, tanto che all’età di 7 anni, fu trasferito al Padova venendo aggregato alla prima squadra a soli 17 anni. Nella vecchia Serie C1, totalizzò 18 presenze e 1 gol che gli valsero la chiamata della Juventus letteralmente impazzita per le doti incredibili del calciatore. Volpato entrò presto a far parte di una rosa di futuri fenomeni come Criscito, De Ceglie e Marchisio.

Il giovane Rey non si fece intimorire dal blasone della Vecchia Signora, diventando subito il leader della squadra, trascinandola alla conquista del Torneo di Viareggio, richiamando anche l’attenzione dell’allora tecnico della Prima Squadra, Fabio Capello, che spesso lo convocava negli allenamenti insieme a gente come Emerson, Buffon, Cannavaro, Thuram, Nedved, Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. Ma negli anni successivi, tra infortuni e una serie infinita di prestiti, Volpato scompare dai campionati professionistici e finisce a giocare in Serie D. Oggi, a 32 anni, gioca nell’Albignasego, squadra che milita nel girone C del campionato di Promozione veneta.