Sei gare a referto e una certezza: la Juventus, quest’anno, dovrà sudarsi il titolo, con l’Inter, e in minor misura il Napoli, a contendere lo scudetto ai bianconeri. Le certezze però stanno arrivando anche sul piano individuale con questi 540’ di gioco sin qui disputati in grado di segnalare già i migliori difensori della pista. Quelli cioè in grado di recuperare più palloni in campionato e sradicare la sfera agli avversari. E in questa graduatoria, le sorprese non sono poche con new entry della Serie A e specialisti del tema, ad affollare il vertice la classifica.

Chancellor in testa. Samir e Pezzella completano il podio

Davanti a tutti, in testa al ranking degli elementi più forti in tema di recuperi di palla, c’è Jhon Chancellor. Venezuelano, ex Anzhi e Al Ahli in Qatar, il neo-centrale del Brescia, acquistato per 1.6 milioni di euro, ha fatto dell’anticipo e della lettura del gioco avversario, un suo mantra, un suo punto di forza.

Aggiungendo alle doti aeree, aiutate da un fisico da 198 cm, una certa capacità nel vincere i duelli fisici anche con contrasti a terra, tanto da diventare, appunto, l’uomo con più recuperi in Serie A a quota 112 intercetti in stagione. In scia però, c’è Samir dell’Udinese capace, proprio nel terzetto difensivo di Tudor, di fare il lavoro sporco con Becao e TroostEkong riuscendo non solo a recuperare più sfere rispetto ai colleghi di reparto ma anche nell’intero campionato con 102 recuperi in appena 5 presenze. Un ottimo bottino per l’ex Verona che alla ‘Dacia Aarena’ sembra aver trovato la dimensione giusta per disimpegnarsi al meglio e mettere in mostra le sue qualità.

A chiudere il podio, invece, uno di quei calciatori che rientrano nelle certezze, nelle conferme del nostro massimo torneo. Parliamo cioè di Pezzella della Fiorentina che da capitano del pacchetto arretrato dei viola, che sono partiti male per poi imboccare la strada giusta, si piazza, finora, in terza posizione per recuperi con 96 intercetti in 533’ di gioco.

Bruno Alves e Romagnoli a chiudere

A tre recuperi di distanza, ecco Bruno Alves che, tornato in Italia dopo qualche anno in Scozia nei Rangers di Glasgow, ha conquistato, in un sol colpo, salvezza e conferma. Non senza qualche fondamentale gol. Pure su punizione. Quest’anno, anche senza reti a referto, il portoghese è un pilastro della compagine di D’Aversa, che non rinuncia mai al lusitano, abile, a sua volta, a ripagare questa fiducia con una valutazione media del 6 e 93 palloni strappati agli avversari. Uno in più rispetto al milanista Romagnoli, a quota 92, in grado di rappresentare uno dei pochi elementi che si salvano in questo affannoso avvio di campionato di Giampaolo e soci.