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Crollo ponte Morandi a Genova

Crollo ponte Morandi, Domenico Criscito: “Aiuteremo le famiglie delle vittime”

Domenico Criscito, capitano del Genoa che domenica scenderà in campo col lutto al braccio, ha espresso dolore per la tragedia avvenuta in seguito al crollo del ponte Morandi sul quale era transitato 10 minuti prima che la struttura franasse: “Abbiamo già parlato con gli altri e faremo qualcosa. Voglio essere d’aiuto”.
A cura di Maurizio De Santis
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Domenico Criscito, 31 anni, capitano del Genoa, poco dopo il crollo del ponte Morandi a Genova ha raccontato in una story su Instagram come fosse vivo per miracolo, perché la sorte aveva fatto sì che transitasse lungo quel tratto di strada crollato dieci minuti prima del terribile incidente. La fortuna ha voluto che tornasse a casa sano e salvo. Ignaro di quanto accaduto, è venuto a conoscenza del disastro, delle notizie sulle vittime e sui feriti quando un amico gli ha telefonato per sincerarsi della sue condizioni.

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Sono atterrato a Genova alle 11.20 con un volo da Parigi – le testimonianza a Sky Sport del difensore del Genoa -, ho preso subito la macchina perché non avevo bagagli da ritirare, soltanto a mano. Un amico con cui mi ero sentito poco prima mi ha richiamato e Mi ha chiesto dove fossi. E' stato lui a informarmi che era appena crollato il ponte Morandi, dove ero passato poco prima. È stata una questione di minuti.

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Nella giornata di ieri il Genoa ha annullato la seduta pomeridiana di allenamento prevista a Pegli. Sia il club del Grifone, sia la Sampdoria si sono subito unite al cordoglio per la tragedia, prendendo in esame anche l'ipotesi di chiedere alla Lega di Serie A il rinvio delle rispettive gare della prima giornata in segno di lutto. Entrambe andranno in campo col lutto al braccio. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime.

Ogni genovese passa quel ponte quasi tutti i giorni – ha aggiunto Criscito, addolorato e ancora sotto shock -, noi per venire al campo e altre persone per andare a lavorare. Come capitano del Genoa sono vicino ai familiari delle vittime, ora ci stiamo allenando ma saranno due giorni di lutto. Siamo professionisti, dobbiamo farlo, ma dentro di noi c'è dolore. Abbiamo già parlato con gli altri e faremo qualcosa. Bisogna fare il possibile per far rivivere questa città nel migliore dei modi possibili. Io, da capitano, voglio essere d'aiuto.

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