A Roma è bufera: il confronto con il Napoli all'Olimpico doveva essere l'occasione perfetta per fare da spartiacque tra ciò che è stato (Di Francesco e Monchi) e ciò che è (Ranieri). Invece si è rivelato essere semplicemente l'ennesimo fallimento stagionale di una gestione oramai talmente complicata che nessuno sembra più avere le istruzioni per districarla. Così, all'indomani dei 4 gol subiti dagli azzurri, adesso si parla di una nuova rivoluzione tecnica, salutando anzitempo Claudio Ranieri che sta tenendo duro ad oltranza chiedendo tempo.

Non c'è più tempo: o si vince o si cambia ancora

Ma a Roma in questo momento, manca proprio il tempo: bisogna tornare subito a vincere in ogni modo e con ogni mezzo per invertire una rotta pericolosa che rischia di inficiare un anno e mezzo di progetti che qualcosa di buono hanno pur portato come una semifinale di Champions League. Così è lecito proporre qualsiasi scenario, anche quello senza Ranieri, appena arrivato. Chi al posto suo? Francesco Totti. Una ipotesi surreale ma che avrebbe un senso logico preciso.

Il rebus irrisolto di Claudio Ranieri

In 270 minuti di campionato, Ranieri non è riuscito a dare un senso al proprio lavoro: in 3 gare ha alternato 3 moduli, 4-2-3-1, 4-4-2 e il 4-3-3 alla ricerca dell'equilibrio perduto. Senza trovarlo perché questa Roma non riesce a reggersi in piedi in modo credibile per 90 minuti peggiorando l'aspetto atletico ancor più di quanto visto con Di Francesco. Sembrava che fosse un problema di testa e invece è – soprattutto – un problema di gambe e corpo più che di spirito.

La scossa: Totti nello spogliatoio

Ranieri non ha colpe precise, nessuno in due settimane avrebbe potuto inventarsi chissà cosa ma ci si aspettava  – e gli si chiedeva – almeno sotto il profilo mentale di vedere una squadra rigenerata, pronta al sacrificio totale per la causa al di là delle (manifeste) difficoltà. Adesso, sembra che il gruppo non segua il tecnico romano e che serva una nuova scossa. Potrebbe arrivare a questo punto dallo stesso Francesco Totti, nei quadri dirigenziali ma ancora uomo-spogliatoio e simbolo indiscusso del mondo romanista.

Il ‘Pupone' potrebbe affiancare Ranieri. Non ha il patentino per allenare, avendo sospeso il corso di Coverciano nel 2017 dopo una manciata di lezioni, per sopraggiunti impegni, ma darebbe comunque un segnale forte alla squadra dove conterebbe sull'assoluta fedeltà di un suo luogotenente di vecchia data: Daniele De Rossi.