Il peso dei 126 milioni di euro spesi dall’Atletico Madrid ed un modello di gioco, globale, meno affine alle caratteristiche di Joao Felix sembrano rappresentare una pesante zavorra per il talento lusitano. Che in questo avvio di 2019/20, con appena 4 reti 1 e assist a referto, non pare sin qui in grado di pareggiare le gesta e le straordinarie prestazioni messe in mostra lo scorso anno al Benfica. Un anno chiuso poi con 20 reti e 11 assist e le stimmate di miglior prodotto Under 21 sul mercato. Un’etichetta che ha spinto i Colchoneros a investire forte sul #79 delle Aguias divenuto, d’un tratto, l’affare più costoso dell’estate 2019, quello più caro mai a segno della compagine spagnola ed il quarto colpo più oneroso della storia recente del calciomercato. Per una cifra, folle, che sta mettendo tanta pressione su squadra e ragazzo che però, ad oggi, sta incontrando tante, troppe difficoltà in questa sua prima annata con i rojiblancos.

la scheda di Joao Felix (sofascore.com)
in foto: la scheda di Joao Felix (sofascore.com)

Il lusitano non gira: ma il fit non è quello dei migliori

Al netto di un coefficiente di difficoltà di sicuro più alto rispetto alla comunque competitiva Primeira Liga portoghese, Joao Felix sta dimostrando poco delle sue incredibili doti. E in tanti, e non solo a Madrid, storcono il naso per una presa, in estate, davvero cara. Fuori Griezmann, dentro Joao Felix. Un’equazione facile, logica ma che in campo si sta rivelando se non fallimentare poco efficace. Eppure, di alibi ce ne sarebbero diversi: l’età, la pressione, un infortunio alla caviglia a ottobre, le attese ed un 4-4-2 e una visione del calcio, quella del Cholo, meno aderente alle doti del nativo di Viseu. Il fit, insomma, non sembra essere perfetto. A Joao piace produrre gioco, calcio e fantasia, a Simeone un football maschio, fisico, dal ritmo incessante e difensivo. Prima, non prenderle, poi, si procede per tappe, verso l’attacco. Con i rojiblancos, ad oggi, in Liga, titolari di appena 22 gol e 35 punti in 19 gare stagionali.

il confronto fra il Joao Felix, a sinistra, della Liga Nos, con quello della Liga, a destra (whoscored.com)
in foto: il confronto fra il Joao Felix, a sinistra, della Liga Nos, con quello della Liga, a destra (whoscored.com)

Joao Felix a un anno di distanza: troppo lontano dalla porta, stats in calo per lui

Prendendo in esame lo stesso periodo dello scorso anno, e quindi soffermandoci sui minuti raccolti al 15 di gennaio, il conto è leggermente in rosso: ci sono ugualmente 4 reti e 1 assist ma con più partite e più minuti giocati. Più nel dettaglio, 21 gare a 14 e qualcosa come 350’ di gioco in più. Eppure, la posizione in campo è quella che lui predilige, quella di seconda punta, con ben 15 partite in cui il lusitano si è schierato di fianco all’attaccante centrale. La stessa posizione che lo ha eletto fra i migliori Under 21 dello scorso anno e che gli ha garantito, solo in quella fetta di campo, 14 delle 20 reti globali.

la differente posizione in campo di Joao Felix. A sinistra, quella con l’Atleti, a destra quella col Benfica. (sofascore.com/dati rilevati in match di Liga e Primeira Liga)
in foto: la differente posizione in campo di Joao Felix. A sinistra, quella con l’Atleti, a destra quella col Benfica. (sofascore.com/dati rilevati in match di Liga e Primeira Liga)

Quello che sembra cambiato, oltre alla predetta difficoltà di un campionato nuovo, arcigno e ricco di difese molto organizzate, è la porzione di campo da coprire. Il #7 rojiblanco, infatti, nel 4-4-2 di Simeone, corto, coeso e che si compatta in poche decine di metri, è costretto, in fase di possesso e più ancora di ripartenza, a percorrere più metri per provare ad essere pericoloso nell’ultimo terzo di gioco. In aggiunta, i compiti di pressing e di grande densità e attività in fase di non possesso, abbinati agli strappi che Joao Felix spesso mette insieme nel corso della partita, non giocano a favore del talento portoghese ancora incapace di gestire il suo fiato, la sua gamba e ancora troppo leggero fisicamente.

Col risultato d’esser meno lucido nei pressi dell’area avversaria e di non riuscire a finire le partite con ben 15 sostituzioni in 21 sfide totali. Ma il calo di rendimento pare evidente anche in parametri più dettagliati: meno gol a partita, 0.1 rispetto agli 0.6 della stagione passata, 30 tocchi a 36.8, 0.5 passaggi chiave per match a 1.1 e il 31% di dribbling riusciti a fronte dei 57% del 2018/19.

Joao Felix value (cies.com)
in foto: Joao Felix value (cies.com)

Mr. 126 milioni di euro: ora ne vale 100

Mr. 126 milioni, peraltro ad appena 19 anni, sta vivendo una stagione con molti bassi e pochi alti. Come detto, la sua prima in Spagna. Serve pazienza e la giusta dose di ottimismo. Per uno che, almeno in termini potenziali, è un autentico craque del calcio mondiale. Erede di Griezmann, nel club, e di Cristiano Ronaldo in nazionale. Convinzioni alla base dell’enorme esborso dei madrileni che però, oggi, vedono il loro investimento deprezzarsi. Ma la verità è un’altra. La curva del ragazzo è in piena ascesa, anche se ultimamente in assestamento, con una evoluzione verso l’alto, da giugno ad oggi di 20 milioni: dai 70 dell’estate ai 90/120 di fine anno. È l’investimento alla base che è stato troppo alto, o non in linea col valore reale del cartellino del ragazzo, che deforma il ragionamento. E forse, anche le attese per un ragazzo che se impara come gestirsi, come attaccare gli spazi, come interpretare il sistema di gioco del Cholo e mette qualche chilo in più potrebbe far lievitare presto il prezzo del cartellino e il suo stesso ingaggio che, ora, a 20 anni, è di 7 milioni di euro a stagione.

Mbappé e i fratelli di Felix, rendimento e valore dei top Under 21 del mondo

Jadon Sancho è a quota 12 reti e 13 assist, Mbappé, a 19 marcature e 11 passaggi vincenti, Pulisic a 7 gol, Ferran Torres e HudsonOdoi a 6, Kulusevski a 7 segnature e 8 assist, Joao Felix, che a questi ha poco da invidiare, arranca a quota 4 gol ed un solo assist. Insomma, in un club, senza considerare il super bomber Haaland, così elitario, il portoghese è fra i pochi a non esser stato in grado di incidere come potrebbe e come, per talento, estro, classe e potenzialità, dovrebbe. Ma siamo appena a metà campionato, i conti, come sempre, si faranno alla fine dei giochi, vista europeo.