Cosa resterà nell’universo del calcio italiano del 2019? Talmente tanto che è difficile stare nei 10, ecco però dieci cose da sottolineare che fanno parte dell'anno conclusivo del decennio.

Una Nazionale italiana che veniva dall’apocalisse contro la Svezia ha vinto tutte le partite del girone di qualificazione agli Europei 2020. L’avversario più difficile era la Bosnia, poca cosa, ma non è il peso specifico che conta. Nessuno poteva mai immaginare che la Nazionale giocasse meglio dei club, cosa che accade da quando Mancini ha strutturato la sua squadra, con determinati ruoli e uomini ben definiti. La prova del nove è l’Europeo, ma dalla base di Mancini si possono solo aggiungere mattoni. Se poi siamo capaci di costruire una casa senza tetto solo il futuro ce lo dirà.

Cristiano Ronaldo ci ha messo pochi giorni per prendersi il nostro campionato. Nella prima stagione ha voluto marchiare la serie A con la sua concreta meraviglia iperpotente. Ora sembra in controllo, come se aspettasse febbraio per vincere la sfida più grande, portare la Juve alla vittoria in Champions League.

Il Napoli ha vissuto gli ultimi due mesi nel caos più totale, ma era fortemente prevedibile. De Laurentiis è da un po’ che esprime desideri di ricostruzione e intollerabilità per i “vecchi” dai contratti onerosi. Con l’addio ad Ancelotti sembra tutto più facile. Vendere già a gennaio e poi a giugno, comprare giovani per ripartire con un nuovo ciclo e i soldi in cassa.

L’Inter è tornata grande in poco tempo, non era così facile come adesso sembra. Vero che Conte ha dato tantissimo, ma avere gente come Skriniar, De Vrij, Lautaro, Brozovic che vengono dalle gestioni precedenti vuol dire tanto. Certo poi serve uno che ti faccia rendere al massimo e Conte ci riesce sempre.

Il Milan non esiste. Meglio, è una società che sembra non avere padroni e tanti hanno voglia di salutare la comitiva, Elliot in primis. Così non solo non si costruisce ma si finisce per affossare quello che di buono c’è. Gli ultimi giorni del 2019 hanno dato Ibrahimovic. Non è pensabile di tornare ad essere credibili con un calciatore che ha finito di dare il meglio qualche anno fa.

Emerson Palmieri. L’unico vero esterno degno di nota nel panorama calcistico nazionale è brasiliano e gioca in Inghilterra (per fortuna sua). Non riusciamo a creare esterni moderni, uno dei ruoli centrali del gioco contemporaneo.

La classe 1999-2002 sembra davvero eccezionale per il nostro calcio. Grazie al lavoro di coordinamento di Viscidi, le Nazionali di queste annate hanno due argenti under 2017, un quarto di finale ai Mondiali under 17, un argento europeo under 19, un terzo e un quarto posto ai Mondiali under 20. I nomi sono Zaniolo, Kean, Esposito, Luca Pellegrini, Orsolini, Udogie, Tongya, Salcedo. E c’è sempre quello che doveva essere il miglior di tutti, Pietro Pellegri che magari nel 2020…

Un 2019 di speranze per i giovani, ma era davvero impossibile pensare che un calciatore nato nel 1978 fosse ancora abile e decente per la migliore squadra italiana. Buffon ha un sogno, lo stesso di tutto il mondo juventino. E per raggiungerlo ha deciso di giocarsi tutte le carte che ha, andando incontro anche ai tanti “vecchio” che si sta già prendendo. Non si può non ammirarlo.

Il Brescia sta andando a fasi alterne, ma Sandro Tonali è chiaro come sia un calciatore su cui tutti possono immaginare un grande futuro. Ha piede, visione di gioco, corsa, sapienza tattica e testa, una delle cose che oggi serve di più. Nel suo Brescia fa quel che può, prendendo e lasciando le responsabilità in un campionato difficile per qualsiasi diciannovenne. In Nazionale invece si è visto subito che in una grande squadra potrebbe spostare e anche tanto.

Se il presidente dell’UEFA, grande nemico del VAR, ci sbeffeggia sul suo utilizzo, allora vuol dire che la stiamo usando bene. Guardiamoci insieme Cosenza-Empoli e poi parliamo di tecnologia nel calcio.