Il giorno dei provvedimenti dopo il momento dell'indignazione. La reazione rabbiosa di Mario Balotelli agli insulti razzisti scagliati contro di lui dalle frange più estrema della tifoseria del Verona ha fatto notizia, scandita dal botta e risposta a distanza tra il calciatore, il club veneto (che inizialmente ha sminuito la portata dell'accaduto) e il capo ultrà della Curva Hellas, Luca Castellini. "Ignoranti, siete piccoli uomini", "Non sarai mai del tutto italiano. Anche noi abbiamo dei negri in squadra": è stato questo il tenore della diatriba nel circolo vizioso di accuse reciproche spezzato dalla lettera del ministro Vincenzo Spadafora arrivata sul tavolo del presidente della Figc, Gabriele Gravina, e avente come oggetto un punto molto chiaro: aprire un tavolo con la Federazione perché da regolamento renda più severe metro di giudizio e sanzioni per censurare fenomeni discriminatori e razzisti. Attualmente il codice di giustizia sportiva non li sanziona ma con l'aiuto del mezzo tecnologico può essere più agevole per società e forze dell'ordine individuare, isolare e reprimere fenomeni del genere.

Non può bastare più che le società collaborino per individuare i responsabili diretti di atteggiamenti inqualificabili ricevendone in cambio attenuanti generiche e punizione edulcorate ed è per questo che in Consiglio federale il tema sollecitato dall'esponente del Governo avrà corsia preferenziale. Nell'attesa di prescrizioni più stringenti si riparte dalla buona volontà e dalla disponibilità dei club: fu così per la Roma che finì nell'occhio del ciclone a causa degli ululati nei confronti di Vieira della Sampdoria, sarà così anche per il Verona in virtù di un cambiamento di rotta repentino da parte della dirigenza nella valutazione del ‘caso Balotelli'. Il club s'è messo a totale disposizione della Questura per individuare gli autori di quei cori che tutti hanno sentito (anche sul web). Quei cori partiti dalla Curva e urlati – secondo le rilevazioni della Digos e della Procura federale – da un ventina di persone e rivendicati con ‘orgoglio goliardico' dal leader della tifoseria scaligera, Castellini, che adesso sarà bandito a vita dallo stadio Bentegodi.

Un gesto palese, emblematico che quasi sicuramente indurrà il giudice sportivo a non emettere subito un provvedimento nei confronti del Verona ma a chiedere alla Procura della Federcalcio un supplemento d'indagine che verifichi la sostanziale collaborazione del Verona con le istituzioni per isolare e punire i responsabili. Cosa rischia l'Hellas? Allo stato dei fatti, a giudicare dall'esiguità del numero di persone coinvolte, un'ammenda salata ma nulla di più.