Il mondo in questi ultimi anni si è imbarbarito, di conseguenza è stato così anche per quello del calcio. Spesso si sentono cori razzisti, offese a giocatori di colore, ma anche degli orrendi insulti omofobi. Parole di questo genere sono state rivolte a Viktor Fischer, un giocatore danese del Copenaghen che ha parlato di quello che gli è successo in un match di campionato con l’Odense Boldklub e a tal proposito ha detto delle parole molto intelligenti.

Cosa ha detto Viktor Fischer

Ho sentito diversi cori contro di me, che mi definivano omosessuale. Ma non è questo il problema. Non me ne frega niente se mi chiamano in un modo o nell'altro. Il problema è che la parola omosessuale viene utilizzata come insulto. Questa è una pessima cultura per i giovani e in generale per tutti coloro che entrano in uno stadio per assistere ad una partita di calcio. C'è un problema culturale nel calcio, che si basa sul solo essere duri, sul silenzio, perché questo ti renderebbe forte. Ma non si tratta di essere uno sportivo forte. Riguarda la cultura degli stadi che devono essere migliori. Riguarda il fatto che omosessuale non è un insulto. Non avrebbe mai dovuto esserlo e soprattutto nel 2019, in Danimarca, non dovrebbe più esserlo.

Chi è Fischer del Copenaghen

Classe 1994 Viktor Fischer è un attaccante che da giovanissimo è esploso quando faceva parte del settore giovanile del Midtjylland. L’Ajax, che ha uno storico filo diretto con la Danimarca bruciò la concorrenza, composta anche da numerose squadre italiane: Milan, Napoli e Roma, e se l’accaparrò. Fischer si fece notare con la squadra giovanile e ha disputato più di cento partite in quattro stagioni, ha vinto anche due campionati olandesi. Non ha avuto fortuna né in Premier League con il Middlesbrough né in Bundesliga con il Mainz, da qualche mese è tornato in patria e con il Copenaghen ha già realizzato 10 gol.