Copa America, Dempsey trascina gli USA in semifinale: Ecuador eliminato
Dopo 21 anni gli Stati Uniti si qualificano per una semifinale di Copa America. La squadra di Jurgen Klinsmann ha battuto l'Ecuador per 2 a 1 ed è entrata così nel club delle migliori quattro squadre della competizione. Buona partita per gli statunitensi che hanno messo in pratica il loro calcio fatto di corsa e sostanza e sono riusciti a imbrigliare i ragazzi di Quinteros che nella prima frazione sono parsi intimoriti e sotto pressione.

Gli americani partono meglio e al 22′ Clint Dempsey di testa porta in vantaggio gli Stati Uniti: dopo una testarda azione di Wood, il numero 8 ha raccolto un preciso cross dalla destra di Jones e ha trafitto Alexander Dominguez. È la terza rete del torneo per il giocatore dei Seattle Sounders e si tratta di un record della storia del calcio a stelle e strisce: con una gara in meno giocata, Clint Dempsey ha eguagliato Eric Wynalda come il miglior realizzatore della sua nazionale in Copa America.
L'Ecuador non incide mai in fase offensiva per tutto la prima frazione e subisce l'iniziativa del calcio dei ragazzi di Klinsmann: gli Stati Uniti non smettono mai di correre e provano a raddoppiare diverse volte: prima Dempsey e, successivamente, Bedoya non riescono a battere per la seconda volta Hernandez ma la prestazione della selezione a stelle e strisce nella prima frazione è stata convincente. La squadra di Quinteros non è mai stata pericolosa nonostante abbia provato ad aumentare il ritmo di gioco fino al 45′ quando Gusan si è difeso bene su un tiro forte, ma centrale, di Arroyo.
La gara nella ripresa è molto maschia e il nervosismo è subito palpabile. Al 52′ vengono espulsi Jones e Antonio Valencia dopo un fallo del laterale ecuadoriano su Bedoya. Dopo una fase di stallo, in cui le due squadre pensano più a far valere la loro fisicità in ogni contatto che a giocare, la nazionale americana raddoppia: Dempsey resiste alla carica di Gaibor e crossa dall'area piccola per Gyasi Zardes che deve soltanto spingere in porta il pallone.
La gara si riapre al minuto 74 quando Michael Arroyo ha battuto Gusan con un destro violentissimo dal limite dell'area dopo una ribattuta della difesa americana su azione d'angolo e mette pressione ai giocatori americani che sembravano aver tirato un po' i remi in barca dopo il raddoppio.
L'occasione più pericolosa per l'Ecuador l'ha firmata un difensore degli USA nei minuti di recupero: Brooks ha deviato un cross di Jefferson Montero, il migliore dei suoi, e ha testato i riflessi di Gusan che con un tocco goffo è riuscito a deviare la palla in angolo. Al triplice fischio esplode la festa al CenturyLink Field di Seattle.
Gli USA non approdavano ad una finale della Copa America dal 1995 quando in Uruguay sono stati eliminati dal Brasile con un goal di Pluto Aldair. La squadra di Klinsmann con un calcio molto scolastico fatto di corsa, coperture e meccanismi molto semplici è riuscita a mettere in difficoltà l'Ecuador che era arrivata ai quarti da favorita. Gli USA sfideranno la vincente tra Argentina e Venezuela.
Dempsey, l'uomo in più
Il protagonista assoluto è stato Clint Dempsey che ha aperto la gara e poi ha servito su un piatto d'argento il goal del raddoppio a Zardes. Il numero 8 è un giocatore fondamentale per i suoi compagni: Dempsey sa quando affondare il colpo, raffreddare un pallone e gestirlo o ripartire da dietro. Un vero leader in campo. Le tre reti e i tre assist che ha messo in mostra in questa edizione della Copa lo fanno entrare di diritto nella storia della sua nazionale, se ancora ce ne fosse bisogno, e lo proiettano nell'olimpo di questa manifestazione. Il giocatore dei Seattle Sounders ha giocato prima da seconda punta e dopo l'espulsione di Jones si è spostato in mediana a dar manforte a Bradley. Sempre puntuale nelle giocate e freddissimo sotto porta. È lui l'uomo in più degli Stati Uniti.