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Conte tradito dal blocco Juve: l’Italia si scopre senza difesa

La difesa, per trequarti bianconera è stata la causa principale della sconfitta rimediata contro il Belgio. Anche Marchisio a centrocampo non ha brillato e nel finale Zaza non ha saputo fare la differenza. Merito degli uomini di Wilmots che grazie alla loro qualità e dinamismo hanno evidenziato le pecche che il progetto Conte deve ancora cancellare.
A cura di Alessio Pediglieri
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Contro il Belgio è arrivata una sonora sconfitta dell'Italia di Conte. Contro un'ottima nazionale che ha saputo gestire al meglio i momenti difficili per punire  tutte le distrazioni azzurre e sfruttare i punti deboli avversari, chiudendo con un meritatissimo 3-1 che ha ridimensionato il progetto tecnico verso il prossimo Europeo e non solo. Per l'Italia la solita partita di grinta e coraggio, con votazione offensiva sul classico stile di Conte ma qualcosa si è inceppato e contro la qualità messa in campo da Wilmots alla distanza l'Azzurro è sparito davanti alla furia dei diavoli rossi.

Il tallone d'Achille di Conte rischia di essere il reparto difensivo. Il famoso ‘blocco' Juventus ha tradito il suo ex scudiero. Bonucci, Chiellini e Buffon si son resi partecipi di svarioni e amnesie determinanti. I due centrali hanno faticato per 90 minuti davanti alle folate avversarie dove senza un vero bomber d'aria di rigore si vedevano arrivare a cadenza costante i trequartisti in area di rigore. Chiellini è stato ben presto ammonito, condizionandone la prestazione, Bonucci è stato la causa principale del 2-1 belga; il 3-1 è arrivato con un tiro tra palo e portiere con Buffon colpevole di non aver coperto al meglio la propria porta.

Anche a centrocampo e in avanti gli altri juventini non hanno brillato: Marchisio è ancora lontano dalla migliore condizione fisica e deve giocare tanto per recuperare i 90 minuti di qualità che Conte (e non solo) gli chiede. Zaza, nel momento in cui è entrato a gara in corso ha fatto vedere di essere presente ma mai determinante, facendosi fagocitare dal finale in affanno dei propri compagni di squadra.

Conte non ha sbagliato nulla, sia chiaro: la mentalità con cui ha portato in campo i giocatori ha rispecchiato il suo credo, ossia di vincere e giocare sempre senza pensare se sia una semplice amichevole o una gara che vale molto di più. Una squadra aggressiva, con la voglia di proporre e imporre il proprio gioco, come sempre. Ma davanti ad un Belgio giovane e di altissima qualità (basti citare la presenza contemporanea di De Bruyne, Nainggolan, Witsel, Carrasco e Hazard) l'Italia si è spenta come cerino al vento, evidenziando un calo fisico e di lucidità alla distanza che ne ha caratterizzato il crollo finale.

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