Dalle condizioni di salute della moglie Claudia alle prese con una dura battaglia contro la malattia, alla scelta di tornare al Cagliari, passando per l'addio alla nazionale belga. Radja Nainggolan si racconta, in una lunga intervista ai microfoni di Eleven Sports. Il centrocampista punto di forza della squadra di Maran, sorpresa stagionale finora in Serie A, vuole dimostrare all'Inter che ha fatto un errore a privarsene nella scorsa estate.

Come sta Claudia Lai, moglie di Nainggolan. Il centrocampista dà le ultime notizie

Come sta Claudia Lai? Radja Nainggolan ha fatto il punto sulle condizioni di salute della moglie, che da mesi sta combattendo contro un tumore. Queste le parole del centrocampista belga: "Mia moglie sta combattendo, ma la strada è lunga. Dovremo aspettare la chemioterapia per vedere se ci sono complicazioni. Ma per adesso sta andando tutto bene, è la cosa più importante: lei sa cosa fare. E io provo ad esserci di più per i bambini, mi concentro molto su di loro. Non è facile perché spesso siamo a casa senza di lei ed è importante non soffrano troppo"

Nainggolan, l'addio all'Inter e la voglia di rivincita

Nella scorsa estate Nainggolan è stato scaricato dall'Inter. Il centrocampista che ha gran voglia di prendersi la rivincita coi nerazzurri, è tornato sui motivi che lo hanno portato al sì al Cagliari nonostante le numerose offerte: "Sarei potuto andare alla Fiorentina o in tante altre squadre, ma il problema di mia moglie ha reso la scelta più semplice. Ho preferito andare in una squadra di cui conoscevo i metodi e dove abitava mia moglie. L’Inter? Io non ho insistito per andarmene, ma amo ancora troppo il calcio per finire fuori squadra. Voglio dimostrare che hanno fatto un errore. I buoni risultati sono una grande vittoria per me. Io a Cagliari a fine carriera? Non ci penso ancora, ma ho comprato casa qui: potrei vivere ad Anversa, ma potrebbe non essere il futuro dei miei figli".

Nainggolan e i rapporti con il ct del Belgio Martinez

Una battuta anche sulla scelta di dire addio con ampio anticipo alla nazionale. Una decisione sofferta ma inevitabile, anche alla luce dei rapporti col ct Martinez definito da Nainggolan "un pazzo": "Tornare in nazionale? Ho fatto la mia scelta e la rispetterò. Avevo giocato un bell’europeo e ottime qualificazioni, ma non sono sempre stato accettato. La gente dice che forse il problema ero io visto che non ho giocato né con Wilmots, né con Martinez: ma se chiedi ad ogni giocatore, ti risponderà che non ho mai causato problemi. Sono nel gruppo, faccio umorismo e partecipo: ma non ero il preferito dell’allenatore. Martinez? Preferirei che un allenatore mi dicesse le cose in faccia e alla fine l’ha fatto dopo che l’ho detto dieci volte: mi disse di non potermi dare lo stesso ruolo di Roma e che non voleva portarmi in panchina, altrimenti avrei causato problemi. Quell’anno avevo giocato la semifinale di Champions League: quella spiegazione ha poco valore. Tutte le volte che ero in panchina non ho mai causato problemi: quindi è davvero pazzo”.