Con Fernando Llorente, il Napoli ha trovato il suo numero #9, sia pure non titolare (si alternerà con Milik), al quale affidare la crescita del reparto offensivo azzurro a cui sono state aggiunte una buona dose di esperienza internazionale, atletismo e forza fisica per cercare di alzare la palla ed essere incisivi anche senza proporre un calcio spumeggiante. Un calcio che parte dai moduli, 4-2-3-1 o 4-4-2, per poi svilupparsi sul terreno di gioco con la solita ancelottiana fluidità. E così, proprio analizzando i vari schemi fin qui utilizzati, vediamo come verrà impiegato sul rettangolo verde, il Re Leone.

il porfilo di Llorente secondo Sofascore.com
in foto: il porfilo di Llorente secondo Sofascore.com

Punta titolare nel 4-2-3-1 al posto di Milik

L'avvio di stagione, un po' come la coda della scorsa, ha visto il Napoli utilizzare un ampio 4-2-3-1 con due mediani e tre esterni a sostegno dell'unico attaccante. Un sistema messo già in discussione dalla trasferta contro la Juventus, e di difficile applicazione senza una forma fisica importante, ma che pure verrà riproposto nel prossimo futuro. E dove troverà sicuramente posto Llorente. Sia come risorsa a partita in corso che dal primo minuto. E proprio in questo caso, lo spagnolo potrebbe accomodarsi davanti, come riferimento unico del pacchetto avanzato, in luogo di Milik.

Attaccante centrale nel 4-4-2 di fianco a tanti azzurri

E poi, se prendiamo in esame il secondo tempo contro la Juventus a Torino, ecco una riedizione del 4-4-2 targato 2018/19. E anche qui posto ce n'è per il Re Leone capace di giocare bene con questi riferimenti che poi possono esaltarlo sul serio. Già perché da punta, con lo sfruttamento pedissequo e costante delle catene laterali, in mediana e a partire dalla difesa, Llorente può sfruttare la sua fisicità e dominare sui duelli aerei. Non disdegnando, in tandem coi compagni, il dialogo con la seconda punta, con una delle tante soluzioni possibili. Mertens, Insigne o Lozano.

Llorente più Milik, il Re Leone alza il peso dell'attacco

Ma anche col polacco Milik. Non a caso, negli ultimi anni al Tottenham, non sono state poche le occasioni nelle quali l'ex Juventus ha fatto da sponda all'uragano Kane dimostrando versatilità anche in appoggio ad un altro attaccante d'area.