"Aprite la cassaforte! Aprite la cassaforte!". Nella testa di Claudio Marchisio rimbombano ancora le parole urlate dai rapinatori che un mese fa fecero irruzione nella villa di Torino. Sorpresero la moglie Roberta e l'ex calciatore mentre erano in casa. Li minacciarono con una pistola, altri impugnavano cacciaviti. Tenevano l'arma puntata contro il volto della donna. Uno di loro diceva"state calmi e non vi succederà niente" mentre i complici facevano razzia di oggetti di valore, effetti personali, tutto ciò che avessero dinanzi e potesse fruttare un buon bottino.

Marchisio racconta lo shock della rapina a mano armata

Sono trascorsi poco più di una ventina di giorni da quel lunedì sera drammatico. È da lì che inizia la sequenza videoclip. Marchisio preme il tasto play e dà il via al ricordo di quei momenti che lasciano un segno e sono difficili da dimenticare perché con la paura puoi solo imparare a convivere. A Cuccaro Monferrato, in provincia di Alessandria, l'ex calciatore della Juventus ripercorre quanto accaduto a margine di un evento al quale era stato invitato.

Mi hanno chiesto se avessi avuto paura o quant’altro – ha ammesso Marchisio -. Non saprei neanche descriverla la paura, l’unica cosa che ho pensato è stata la fortuna di non aver i bambini in casa. Da lì in poi è stato un momento talmente strano, lo abbiamo vissuto io e mia moglie in maniera non facile, ma se siamo qui a raccontarlo vuol dire che siamo stati fortunati e bravi ad affrontarlo.

Le indagini della polizia sono attualmente in corso

Uno shock emotivo fortissimo vissuto dalla coppia che oggi, a mente fredda, quando ripensa a quei momenti si ritiene fortunata di poterli raccontare. Poteva accadere qualunque cosa.

Quando sei in quel momento lì passi delle ore dove hai talmente tanti pensieri in testa – ha aggiunto l'ex giocatore -. La polizia sta svolgendo le indagini. Purtroppo queste cose accadono perché in Italia come in altre parti del mondo c’è grandissima difficoltà. In quel momento lì, il mio pensiero è stato proprio quello.

I malviventi si dileguarono nella notte, da allora gli agenti sono sulle loro tracce ma non è stato ancora possibile ricostruire l'identità della banda che ha fatto il colpo in quella zona residenziale recintata, controllata da un sistema di video-sicurezza, nella quale puoi entrare solo se in possesso di un codice per aprire le vie d'accesso.