Cina, Fabio Cannavaro dice no allo Shenzhen
A volte ritornano. Anche in Cina. Capita a Fabio Cannavaro che sembrava potesse riabbracciare il calcio cinese e ripartire dalla panchina dello Shenzhen che lo aveva contattato. Lo Shenzhen è una squadra che milita nella seconda serie sotto la Grande Muraglia e che dopo aver incassato il ‘no' a sedersi sulla sua panchina da parte di Marcello Lippi, adesso ha ricevuto anche quello dell'ex difensore azzurro. Dopo aver appreso all'ombra proprio dell'ex ct come si allena in prima squadra e aver condotto nella massima divisione cinese il Guangzhou Evergrande, ora ci potrebbe essere una nuova proposta professionale.
Cannavaro bis – Per l'ex difensore di Napoli, Real Madrid e Juventus, sarebbe stato un ritorno nel calcio asiatico: era già volato in Cina per trattare con la società di League One, la seconda serie, il corrispettivo della nostra Serie B. C'era sul piatto anche la risoluzione del contratto con l'Al Nassr, che ha già accettato di chiudere in anticipo l'intesa. Secondo quanto riporta ‘La Gazzetta dello Sport' dietro il no di Cannavaro ci sarebbe la voglia di misurarsi come allenatore nel calcio europeo, magari proprio sulla panchina della Nazionale (un sogno incredibile per l'ex Pallone d'Oro). Diversamente, le offerte non gli mancano.
Investimenti per 260 milioni di euro – Incredibile l'ascesa del movimento calcistico in Cina dove l'ultima frontiera sta per essere superata: dopo le esperienze di rilancio in Giappone e in America, quello asiatico resta l'ultima realtà ancora inesplorata ma in via di enorme e velocissima espansione. Nell'ultima fase di mercato, la parentesi invernale, le squadre cinesi hanno speso fior di milioni per allenatori e campioni sparsi tra il Vecchio Continenete e il Sudamerica. Il campionato cinese ha addirittura superato la Premier nel calciomercato di inizio 2016: sono stati oltre 260 i milioni di euro (contro i circa 250 inglesi), secondo le cifre di transfermarkt.
