Da perfetto sconosciuto, a oggetto del mistero della rosa giallorossa, fino all’esordio in prima squadra, da titolare, in un match delicatissimo per la corsa alla qualificazione in Champions contro il Cagliari. Eusebio Di Francesco ha stupito ancora una volta il pubblico romanista, schierando da titolare, nella sua Roma, quell’Elio Capradossi che ha gennaio era finito nella rosa della lupa non avendo trovato altra sistemazione in Serie B. Una prestazione, quella del centrale giallorosso, che ha convinto molto la società, i compagni di squadra e lo stesso Di Francesco che ha trovato un’alternativa valida, giovane e vogliosa di mettersi in mostra, per la sua squadra.

Con Fazio e Manolas che sono stati impiegati praticamente sempre tra campionato e Champions League, con Juan Jesus che non ha mai dato garanzie nel pacchetto arretrato, il classe 1996 potrebbe essere una soluzione ottimale per rimpinguare la difesa della Roma anche in vista del prossimo anno. Vediamo dunque il percorso di questo ragazzo dagli inizi della sua carriera al prestito al Bari fino all’esordio in Serie A contro i sardi.

Iniziò tutto dall’Uganda per poi passare a Lazio e Lodigiani

Nato a Kampala, capitale dell'Uganda, l'11 marzo del 1996, alto 185 cm per 78 kg. E’ questo il profilo di Elio Capradossi che è considerato come un vero e proprio difensore centrale moderno. Le sue doti peculiari sono lo stacco di testa e l’ottima capacità di adattarsi sia in fase difensiva che offensiva. Ha un ottimo senso della posizione, velocità ed è molto bravo nell'anticipare l'avversario. Appena arrivato a Roma, dall'Uganda, all'età di un anno, ha cominciato, pensate, la sua carriera calcistica proprio alla Lazio.

La carriera di Capradossi (Transfermarkt)
in foto: La carriera di Capradossi (Transfermarkt)

Ha trascorso un anno prima allo Spes Artiglio, poi alla Lodigiani per poi approdare in pianta stabile alla Roma, sua attuale squadra. Con le giovanili giallorosse ha messo a referto molte prestazioni positive che gli hanno consentito di svolgere tutta la trafila delle Nazionali giovanili dell'Italia, andando anche una volta a segno con l'Under 16 e 2 volte con l'Under 17 e una con l’Under 19 in un totale di 52 presenze con gli azzurri.

Il nuovo Juan che colpì il club giallorosso

Quando è approdato alla Roma, diciamo pure che nella stagione 2012/2013, la squadra non contava proprio su difensori centrali dal grande potenziale tecnico, ma di sicuro per uno in particolare, il brasiliano Juan, le qualità fisiche e tecniche erano sicuramente molto più spiccate rispetto al suo compagno di reparto Mexes. In molti hanno proprio paragonato lo stesso Capradossi a Juan, soprattutto per la sua somiglianza al calciatore brasiliano.

Il rendimento stagione per stagione (Transfermarkt)
in foto: Il rendimento stagione per stagione (Transfermarkt)

Tecnicamente il suo modo di giocare non si discosta molto dall'ex giallorosso, ma sicuramente le doti per emergere le possedeva ampiamente già prima di consacrarsi oggi. Qualità note a tutti che avevano colpito gli addetti ai lavori, fulminati soprattutto dalla sicurezza in campo di un calciatore molto bravo nel posizionamento in campo e sicuro di sé in ogni giocata.

Il cammino con la squadra Primavera della Roma

Fin da subito dunque la Roma ha puntato su questo ragazzo capace di occupare sia il ruolo di difensore centrale ma bravo ad adattarsi anche nel ruolo di terzino destro. Per lui la crescita nella squadra Primavera dei giallorossi è stata assolutamente graduale rispettando i tempi e apprendendo tutto con gli ottimi consigli dei validi allenatori che si sono susseguiti sulla panchina dei giovani giallorossi. Sono state in totale ben 49 le presenze con la Primavera in cui si è distinto anche in fase realizzativa mettendo a segno ben 5 gol dalla stagione 2012/2013 alla stagione 2015/2016.

L’attuale valore di mercato (Transfermarkt)
in foto: L’attuale valore di mercato (Transfermarkt)

Da ricordare anche le 7 presenze nella ‘Youth League’ in cui ha messo a segno soltanto un assist. La Roma ha dunque valutato al meglio il suo rendimento e arrivato ad un punto buono della sua crescita individuale, ha provato a scommettere su di lui. Il club giallorosso gli ha dunque aperto, nell’estate 2016 la possibilità di mettersi in gioco in una piazza e vogliosa di rilanciarsi, come quella di Bari in Serie B.

Bari come prima tappa da professionista

“Ringrazio Bari e tutti i tifosi baresi per questo anno e mezzo, mi porto dietro una grande esperienza e un bel ricordo ,inoltre faccio un grandissimo in bocca al lupo alla squadra per il continuo della stagione!”. Con questo testo su Instagram, Elio aveva salutato la sua amata Bari il 1 febbraio quando ormai, a mercato chiuso, sapeva già di dover rimanere a Roma con i giallorossi che hanno puntato forte su di lui dopo la partenza di Hector Moreno. Con la maglia dei ‘galletti’ in Serie B, il forte difensore di scuola giallorossa, si è distinto soprattutto nel ruolo di terzino destro dove ha giocato spesso.

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Nella prima stagione, 2016/2017, ben 23 presenze in serie cadetta e ben 1794 minuti giocati. Meno opportunità di mettersi ancora in mostra nella stagione successiva dove ha collezionato infatti soltanto 11 presenze prima di passare poi alla Roma che l’ha richiamato alla base, lasciando in Capradossi l’onore di essere ritorno nella prima squadra del club in cui ha sempre sognato giocare, nonostante il dolore di lasciare una piazza come Bari in cui aveva comunque lasciato un ottimo ricordo di sé.

La ‘Sardegna Arena’ come teatro del suo esordio in Serie A

Dopo una prima parte di stagione nella quale ha collezionato 14 presenze tra Coppa Italia e Serie B, si è dunque interrotto prematuramente il rapporto tra Elio Capradossi ed il Bari. Il difensore centrale, che era già in prestito al club durante la scorsa stagione prima del rinnovo dell’operazione ancora per un anno, è tornato quindi alla Roma dopo la risoluzione. Nonostante l'interesse mostrato da Novara e Ternana, il calciatore è rimasto in giallorosso dopo la partenza di Moreno, direzione Real Sociedad.

Da lì in poi nessuna presenza concessa da Di Francesco, complice anche l’avanzamento in Champions della squadra giallorossa fino alle semifinali, che non ha permesso all’ex tecnico del Sassuolo di concedere minuti a qualche calciatore che ha trovato meno spazio. E allora ecco l’occasione che non ti aspetti. Manolas era nella distinta ufficiale, doveva giocare titolare ma si è fermato dopo 10 minuti di riscaldamento. Il greco è stato costretto ad alzare bandiera bianca e dare forfait, ma Di Francesco in panchina, non avendo Juan Jesus (squalificato, ha mandato dentro allora il giovane Capradossi, che ha giocato lui dal 1′ minuto al posto del greco, sfoderando una prestazione da urlo.