Anche Cristiano Ronaldo ha preso la parola nella vigilia di Juventus-Lokomotiv Mosca e lo ha fatto con il piglio del campione che non vuole lasciare nulla d'intentato in quella che è la ‘sua' Coppa e che i bianconeri rincorrono da sempre. Quel che conta adesso è la nuova mentalità portata da Maurizio Sarri in un gruppo che ha già dimostrato di saper vincere e conquistare obiettivi importanti.

La ‘fame' di Cristiano non conosce età

Per Cristiano Ronaldo, come ha sottolineato Sarri, l'obiettivo da raggiungere è sempre il prossimo non ciò che si è conquistato fino ad oggi. Anche se il campione portoghese ha dimostrato di essere tra i più forti e vincenti di sempre la sua ‘fame' per migliorarsi e migliorare chi gli sta vicino non è mai calata, anzi. Dalle parole in conferenza, proprio Cr7 ammette di alzare sempre l'asticella con se stesso e  – di conseguenza – con i compagni.

L’età per me è solo un numero, ma non necessariamente avere 34, 35 o 36 anni significa che sia alla fine. Io lo posso dimostrare con le mie prestazioni, per come gioco, il modo in cui mi sento ancora in forma, lucido e più maturo di prima

La Juve di Sarri contro la Juve di Allegri

L'età, dunque, solamente sulla carta, sul campo conta tutt'altro. In Champions League con la maglia del Real Madrid, Cristiano Ronaldo ha dimostrato di poter e saper fare la differenza e anche in maglia Juventus, qualcosa di straordinario si è già visto come la tripletta contro l'Atletico la scorsa stagione. Quando c'era Allegri, tecnico che Cr7 non ha dimenticato perché è la pietra su cui ha costruito anche Sarri: "Abbiamo fatto un bel lavoro l’anno scorso, ma stiamo migliorando. Magari non segniamo quanto vogliamo, ma creiamo".

Con mister Sarri  la squadra è più fiduciosa, creiamo più occasioni, teniamo più la palla, c’è più fiducia. Abbiamo cose da migliorare, ma finora siamo felici di quello che stiamo facendo,  Sono felice di questi cambiamenti, perché giochiamo di più in avanti, creiamo più occasioni