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Champions, Manchester United: un flop da 140 milioni di euro

Tanto ha speso il club inglese in estate per volontà di Van Gaal che non ha saputo conquistare gli ottavi di Champions League e che balbetta anche in Premier. E ora si trova retrocesso in Europa League e sull’orlo della contestazione generale nonostante una rosa che vale circa 400 milioni.
A cura di Alessio Pediglieri
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Si è detto di tutto di questo United: della maledizione della ‘sette' che pesa sulle spalle come un macigno; dei ‘senatori' che hanno tradito van Gaal; dei giovani intimoriti dai metodi dell'olandese. E adesso di una squadra che cade anche in Champions League, uscendo a testa china e ritrovandosi terza nel girone, dritta dritta in Europa League. Una disfatta, quasi totale in attesa di capire se in Premier ci sarà la risposta d'orgoglio e d'istinto per onorare una delle maglie più prestigiose in Inghilterra e nel mondo. Intanto però c'è chi fa i conti – che non tornano – perché nell'ultimo mercato i Diavoli Rossi sono stati protagonisti a suon di milioni per una rosa che è tra le più quotate in assoluto.

Un mercato da 140 milioni finito in fumo – Quasi 140 milioni spesi nell'arco di un mese; una rosa che ne vale quasi 400, una società che ha speso senza badare ai risparmi con un bilancio negativo di circa 40 milioni di euro. Una campagna di calciomercato che doveva consegnare a van Gaal una squadra di primo piano, infarcita di campioni da poter confrontarsi all'altezza delle migliori d'Europa come Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco. E invece tutto sembra già scemare a dicembre, a metà stagione con un ridimensionamento che è al limite del disastro sportivo e finanziario.

Anche Ferguson contro van Gaal – I più vicini alle vicende dei red devils dicono che da tempo il primo ad essere infastidito dai metodi di gioco e di allenamento di van Gaal sia lo stesso Ferguson, ma nessuno ha mai confermato tali voci. La realtà è che a Manchester sponda United si respira un clima pesantissimo attorno al tecnico che ha in mano un purosangue che però gareggia come un ronzino. Il problema è che – al netto degli infortuni – non si è riusciti fino ad oggi a far rendere la squadra per ciò che vale, sia nei singoli che nel collettivo.

Fenomeni trasformati in normali giocatori – Gli uomini e i valori non mancano. Il fiore all'occhiello è di certo Anthony Martial, il bomber prelevato a suon di milioni (oltre 50) dal Monaco in Ligue1 e considerato da tutti – anche adesso – il più forte della sua generazione. 19enne dalle straordinarie doti tecniche, a Manchester sta però fallendo il salto di qualità con soli 3 gol in Premier e 1 in Champions. E' lui il simbolo di una squadra in difficoltà, ben accompagnato dagli altri ultimi arrivati, costati svariati milioni e che non hanno saputo fare la differenza. Schneiderlin, pagato al Southampton 35 milioni, Depay prelevato dal PSV per circa 28 milioni, Schweinsteiger arrivato dalla Bundesliga via Bayern per quasi 10 milioni. E il nostro Matteo Darmian (18 milioni) esterno difensivo che ben si sta comportando ma che non può dare quell'esperienza e quella qualità determinanti per le sorti della squadra

Fuori dalla Champions, dietro al piccolo Leicester – Tutti questi giocatori, uniti a chi già c'era ed è rimasto al centro del progetto tecnico – come Rooney, De Gea, Mata, Blind, Carrick –  potevano creare un mix esplosivo e dirompente. Nulla di tutto ciò. Il Manchester oggi è finito fuori dalla Champions League, in Premier si ritrova a 29 punti dopo 15 giornate, insieme ai cugini del City ad un punto dall'Arsenal ma soprattutto a tre lunghezze dal Leicester. Che ha una rosa che vale 100 milioni di euro contro i quasi 400 dei red devils. Un confronto impietoso dal quale van Gaal esce miseramente sconfitto.

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