Reduce dai pari con Spal e Atalanta e dalla sconfitta con la Roma, che hanno costretto De Laurentiis a mandare la squadra in ritiro, il Napoli non riesce a vincere neanche in Champions League contro il Salisburgo. Nel quarto incontro del girone, i partenopei ci hanno provato per tutti i novanta minuti ma nonostante le occasioni create sono riusciti ad andare in rete solo con un guizzo di Lozano. Il pareggio rimane comunque un buon risultato, perché tiene a distanza il Salisburgo e consolida le chance di passaggio del turno della formazione di Ancelotti.

Prima gioia al San Paolo per Lozano

Due pareggi e una sconfitta in campionato non sono più un indizio, ma una prova del momento poco brillante del Napoli di Carlo Ancelotti. In Europa il percorso è invece più netto, ed è da questa certezza che Insigne e compagni vogliono ripartire. Il Salisburgo, già battuto in Austria, è però un cliente scomodo e scende in campo al San Paolo con il solito atteggiamento offensivo. Gli austriaci concedono sempre qualcosa in difesa, ma davanti fanno infatti paura con la velocità di Minamino e Hwang Hee-Chan e la potenza di Haaland. Il primo tempo è uno spettacolo per gli occhi dei tifosi: soprattutto per quelli che non tifano né Napoli né Salisburgo.

Dopo il miracolo iniziale di Coronel e l'occasione per Onguenge, i reparti offensivi prendono il sopravvento sulle difese e creano occasioni a ripetizione. Il primo gol è un rigore calciato alla perfezione da Haaland, concesso dopo il fallo di Koulibaly su Hwang Hee-Chan. Il secondo, che manda il Napoli negli spogliatoi sul risultato di 1-1, lo firma invece Lozano con un bel destro dai 18 metri. Nel mezzo c'è tutta la bellezza di un primo tempo giocato sempre all'attacco da entrambe le formazioni: gol sfiorati e sbagliati, un palo di Callejon e diverse ripartenze pericolose.

Il Napoli non trova la rete della vittoria

La ripresa si apre con l'uscita di Mario Rui e l'ingresso di Luperto. Nel Salisburgo il tecnico Marsch passa invece a quattro in difesa con l'inserimento di Mwepu al posto di Pongracic. Almeno inizialmente il copione non cambia: si gioca per far male all'avversario. Lozano ci prova al 57esimo con una botta che sibila poco sopra la traversa austriaca, due minuti dopo è invece Mertens a impegnare Coronel. Rispetto al primo tempo, la squadra di Ancelotti è più aggressiva sui portatori di palla e concede meno al reparto offensivo del Salisburgo. Prima del palo colpito da Insigne, Ancelotti si gioca anche la carta Milik (fuori Mertens).

A dare il via all'ultimo combattuto quarto di gara è l'ennesimo destro di Insigne fuori misura. Ancelotti dalla panchina di dispera, perché i suoi giocano in maniera convincente ma faticano a chiudere il match. In questi casi la beffa è dietro l'angolo e per poco non arriva a tre minuti dal termine su un destro alto di Hwang Hee-Chan. Nel finale c'è spazio anche per Llorente, che di testa firma l'ultima occasione napoletana prima del triplice fischio finale che manda tutti sotto la doccia e sancisce il pareggio del San Paolo.