Ancelotti è stato buon profeta. La trasferta in Belgio è stata tutto tranne che una passeggiata per il suo Napoli. Nella seconda sfida di Champions League, la squadra partenopea non è infatti riuscita a replicare la bella gara fatta con i campioni d'Europa e ha finito per uscire dal campo con un pareggio che muove la classifica ma che non può lasciare soddisfatto completamente il tecnico di Reggiolo. La squadra azzurra ha rischiato davanti ad un avversario apparso in condizioni fisiche ottimali, ma ha anche dilapidato una serie di palle gol ed è stata anche sfortunata con pali e traverse colpite. Il prossimo impegno dei campani sarà il 23 ottobre in Austria, quando Insigne e compagni affronteranno il Salisburgo.

I legni fermano il Napoli

Dopo la vittoria contro il Liverpool nel debutto europeo, è il Genk il nuovo avversario del Napoli di Carlo Ancelotti. Per la trasferta in terra belga, il tecnico partenopeo decide di schierare una formazione con Lozano e Milik di punta. Mertens va in panchina, Insigne clamorosamente in tribuna per scelta tecnica. Tra gli avversari il pericolo è Mbwana Samatta, attaccante che ha già segnato cinque reti nella Jupiler Pro League. L'avvio dei padroni di casa è aggressivo, con il Napoli che fatica inizialmente ad arrivare nell'area di Coucke. La prima grande chance del match è però di marca napoletana.

L'occasione per gli azzurri arriva al quarto d'ora: cross di Mario Rui e conclusione sul palo di Callejon, con la successiva ribattuta di Milik che scheggia la traversa. Dopo un pericolo nell'area di Meret (tiro di Hrosovski fuori di un soffio), il polacco va ancora vicino al gol centrando la parte alta del montante con un colpo di testa ravvicinato. Il Napoli spreca occasioni in serie (Hrosovski salva sulla linea su Koulibaly) e finisce per lasciare l'iniziativa al Genk: una scelta che i partenopei rischiano di pagare al 35esimo, quando Meret salva su capocciata di Berger, e anche nel finale quando prima Bongonda e poi Berge impegnano l'attento portiere di Ancelotti.

Mertens non lascia il segno

Il Genk parte bene anche ad inizio ripresa e mette in apprensione la retroguardia campana con i movimenti tra le linee del figlio d'arte (ed ex giocatore della Fiorentina) Ianis Hagi e con la velocità delle due punte. Ancelotti capisce il momento difficile dei suoi e fa scaldare tutta la panchina: Dries Mertens compreso. Pochi secondi dopo l'ennesima occasione gettata al vento (tiro fuori di Callejon da dentro l'area), il giocatore belga fa il suo ingresso sul terreno di gioco al posto di Elmas e va a posizionarsi largo a destra dando vita al 4-4-2 con cui Ancelotti si gioca l'ultima parte di gara.

Al 72esimo finisce invece la partita di Milik e comincia quella di Llorente. Il match rimane combattuto e con ribaltamenti in tutte e due le metà campo: nelle quali le due squadre trovano più spazio rispetto alla prima parte di gara. Con il passare dei minuti la sfida però si spegne, non prima di aver regalato un'ultima grande emozione nell'area di Meret con il tiro di Hagi che sibila di fianco all'incrocio. A nulla serve l'assedio finale dei ragazzi di Ancelotti. Il muro belga regge fino al 90esimo, quando l'arbitro fischia la fine dell'incontro e manda tutti negli spogliatoi.