La tecnologia è stata sdoganata anche nella massima competizione europea targata UEFA, la Champions League. Il VAR, la moviola in campo farà il suo debutto ufficiale nelle prossime partite in programma per gli ottavi di finale. Una svolta epocale per una Coppa che apre un nuovo ciclo storico e mette fine – almeno in parte – alle tantissime polemiche che ogni anno hanno accompagnato le fasi finali del torneo quando ogni distrazione ha una importanza capitale.

Dopo l'ottimo esperimento ai Mondiali in Russa, patrocinati dalla FIFA, dunque anche la Champions League avrà l'occasione di cimentarsi con la tecnologia in campo. Il protocollo e le procedure sono le stesse che i tifosi italiani oramai hanno imparato a conoscere e in gran parte ad apprezzare visto che la Serie A è stato il primo grande campionato ad abbracciare questa evoluzione tecnologica.

In quali competizioni verrà usato il VAR

Ovviamente in campo europeo tutto si complica soprattutto per quanto riguarda l'aspetto tecnico. Dopo i test obbligatori, in varie simulazioni, tutti considerati positivi e la formazione degli arbitri negli ultimi mesi, il Video Assistant Referee (VAR) sarà utilizzato da ora in poi per tutte le partite della UEFA Champions League. Il VAR è stato introdotto a livello nazionale e internazionale in altre competizioni e non cambierà il suo funzionamento. Inoltre il Comitato Esecutivo UEFA ha deciso di usare il VAR nella finale di UEFA Europa League 2019, nelle Finals di UEFA Nations League 2019 e nella fase finale dei Campionati Europei UEFA Under 21.

Come funziona il protocollo VAR

Ecco di seguito una breve guida su come funzionerà in UEFA Champions League: una squadra VAR – un video assistente arbitrale, un assistente arbitrale video e due operatori video – sarà presente in ogni stadio e supporterà il processo decisionale dell'arbitro. La stessa squadra controllerà costantemente errori chiari ed evidenti relativi alle seguenti quattro situazioni di gioco in grado di cambiare le partite: Gol, incidenti in area di rigore, cartellini rossi e scambi di identità.

Per le decisioni di fatto come fuorigioco, fallo dentro o fuori dall'area di rigore, il VAR può semplicemente informare l'arbitro di tali fatti e la revisione in campo non è necessaria, ma è sempre l'arbitro che prende la decisione finale. L'eventuale processo di revisione in campo sarà comunicato ai tifosi sugli spalti usando sia gli schermi che l'impianto di comunicazione dello stadio.