L'età è una variabile anagrafica, quella biologica una certezza. Il gioco della Juventus migliora e gli obiettivi sono sempre gli stessi: vincere, a cominciare da quella Champions che finora è sempre sfuggita ai bianconeri. Cristiano Ronaldo si presenta in conferenza stampa alla vigilia della gara di Coppa con la Lokomotiv e fissa tre punti cardine della propria avventura a Torino. Domani sera si torna in campo, accompagnati dalla musichetta che per il campione portoghese è un motivetto dolcissimo: gli ricorda le esperienze da leader assoluto con il Real Madrid, i premi sollevati dinanzi al pubblico del Bernabeu, i Palloni d'Oro esibiti come trofeo di guerra. Dopo aver conquistato tutto – a livello di squadra e personale – l'ex stella dei blancos ha un'ultima missione da portare a termine: condurre la ‘vecchia signora' sul tetto d'Europa. È stato preso per questo, fu lui stesso a dirlo quando nella scorsa edizione schiantò l'Atletico Madrid con una tripletta micidiale allo Stadium dopo il tracollo in Spagna. Ed è a questo che a lui mira. Ha fame di successi, una costante della sua carriera.

Ogni anno è una sfida, per me e per la Juve – ha ammesso CR7 in conferenza stampa -. Vogliamo vincere lo scudetto, la Coppa italia e la Champions. La Juve è un grande club e deve pensare in grande. Sappiamo che sarà molto difficile ma penso che, passo dopo passo, tutto è possibile. I premi individuali non contano, contano quelli a livello di collettivo, se si vincono quelli, arrivano anche gli altri.

E arrivano con la formula della squadra, del nuovo assetto tattico cucito addosso alla Juventus da Maurizio Sarri: non basta più vincere, serve farlo giocando bene, stupendo, mettendo alle corde gli avversari con un approccio al match differente. Non più solo attesa e ripartenza micidiale ma comandare le azioni, senza dare tregua all'avversario. Era così con il Napoli, può essere anche meglio adesso che in bianconero il tecnico toscano dispone di calciatori e risorse superiori.

Giochiamo un calcio diverso, più d'attacco, e piano piano siamo più a nostro agio – ha aggiunto Ronaldo -. Mi piace il modo in cui Sarri vuole che la squadra giochi: creiamo più occasioni, abbiamo più possesso palla, abbiamo più' fiducia in noi stessi. Finora siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Stiamo ancora migliorando e siamo felici del fatto che miglioriamo di settimana in settimana.

Indistruttibile. Inesauribile. Marziano. Una macchina per far gol e macinare record. Non ci sono più aggettivi per definire quanto possa essere letale CR7: dovesse riuscire nell'impresa di sollevare la Champions – che è casa sua – anche a Torino allora aggiungerebbe un altro pezzetto alla carriera leggendaria che sembra aver fermato il tempo.

L'età è solo un numero. Avere 33, 34, 35 o 36 anni non significa necessariamente essere alla fine della carriera – ha concluso Ronaldo -. E lo posso dimostrare nel modo in cui gioco, in cui mi sento in forma, questo fa la differenza.