Champions, Conte: “Il Real Madrid banco di prova per la Juve”

"La sfida con il Real Madrid ci dirà a che punto siamo". Dopo la figura grama contro il Copenaghen, Antonio Conte dà appuntamento alla partita di Champions League con i ‘blancos' e la definisce una sorta di banco di prova per la sua Juventus "più esperta, rispetto all'anno scorso", afferma in un'intervista a ‘Champions Matchday'. In mezzo, però, c'è il Galatasaray che proprio dalle ‘merengues' ha rimediato sei ceffoni sul muso, tanto da esonerare il tecnico Terim. "Vincere non è solo importante, è l'unica cosa che conta". La ‘coppa dalle grandi orecchie' l'ha giocata, vista da vicino e sollevata: nella finalissima dell'Olimpico contro l'Ajax (1996) era una colonna della squadra di Marcello Lippi. "E' stata la mia più grande soddisfazione calcistica per l'atmosfera, per il cammino che ci avevo condotto lì e per la serata in generale. La Champions League ha qualcosa di speciale e qualsiasi calciatore, allenatore e club vorrebbe sollevare il trofeo dalle grandi orecchie almeno una volta".
Lippi maestro. "Ho condiviso molti successi con Lippi. Abbiamo vinto 5 campionati, la Champions League, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Uefa. Ho imparato molto da lui e ho apprezzato le sue motivazioni. Giocavamo come adesso, cioè la domenica, il mercoledì e poi di nuovo la domenica, e lui ci allenava in modo da dimenticare la vittoria precedente e pensare a quella successiva".
Bastone e carota. Dalla reprimenda per aver lasciato il campo senza passare per la panchina, all'elogio delle qualità tecniche. Conte si esprime così parlando di Pirlo. "Giocatori come lui sono difficili da trovare perchè hanno una grande tecnica. Lui non punta sulla forza fisica, ma sul cervello e sui piedi, e il collettivo emerge grazie a lui".