Calcioscommesse, arrestato il capitano della Nazionale del Nepal
Il fenomeno del calcioscommesse è tutt'altro che morto. Se l'Italia nella scorsa estate è tornata a fare i conti con la piaga dei match combinati, soprattutto nei campionati minori, episodi simili sono avvenuti anche nel resto d'Europa costringendo le autorità sportive e non a prendere provvedimenti esemplari. La prima inchiesta, quella della Procura di Cremona aveva già evidenziato come l'Asia fosse terreno fertile per le associazioni a delinquere che miravano a truccare le partite anche di Serie A e Serie B. Questa volta a far tremare il calcio asiatico invece è l'ultimo scandalo scoppiato in Nepal. La polizia locale infatti nella giornata di mercoledì scorso ha arrestato ben 5 giocatori, con l'accusa pesantissima di ricevere soldi dai bookmakers di Malesia e Singapore per perdere volontariamente determinate partite.
Un'inchiesta che ha avuto grande seguito alla luce della presenza tra gli arrestati di Sagar Thapa, ovvero il capitano della Nazionale nepalese. Il tutto è partito grazie ad alcune segnalazioni anonime, con gli inquirenti che con la collaborazione di Asian Football Confederation e lo Sportradar hanno tenuto sott'occhio i calciatori e soprattutto i loro conti correnti. Queste le dichiarazioni di Andreas Krannich, Managing Director di Sportradar Security Services: "Negli ultimi anni il nostro sistema di rilevamento delle frodi è stato decisivo in oltre 100 arresti collegati al match fixing in tutto il mondo. Siamo orgogliosi di vedere che i nostri servizi fanno la differenza nei Paesi che amano lo sport". John Windsor invece, segretario generale dell'AFC chiede provvedimenti esemplari: "La nostra federazione ha zero tolleranza verso il match fixing. Ringraziamo la Polizia del Nepal per la pronta reazione agli input anomali che abbiamo rilevato insieme a Sportradar".
