Zlatan Ibrahimovic. Un nome che da adesso fino al 31 gennaio sarà sulla bocca di tutti. Dopo l'addio ai Los Angeles Galaxy via social nella classica "modalità Ibra" scanzonato e provocatorio, il ‘ragazzo' di 38 anni si è rimesso in gioco in attesa di capire cosa farà da grane. Perché malgrado gli infortuni, l'età che avanza e un periodo lontano dal calcio che conta, il gigante svedese non ha alcuna intenzione di salutare tutti e ritirarsi per godere i frutti di una straordinaria carriera.

Il 31 dicembre 2019 scadrà ufficialmente il contratto con i LA Galaxy e Ibrahimobic sarà ufficialmente un giocatore svincolato. Ciò significa che chi vorrà potrà accordarsi con lui e il suo storico procuratore – Mino Raiola – esclusivamente trattando sugli emolumenti da conferire allo svedese. Molto probabilmente con un accordo fino a fine stagione, di sei mesi, motivo in più perché da parte del giocatore si lavori ad uno stipendio comunque alto, confidando in un curriculum che sia da biglietto da visita chiaro per tutti.

Quale futuro per Ibrahimovic

Ma dove andrà Zlatan? L'ipotesi più verosimile è un suo ritorno in Serie A. Altrove non sembra così ambito, in Inghilterra potrebbe solamente tornare al Manchester United con cui però non si è lasciato benissimo. Stesso discorso per la Spagna dove però non c'è spazio per lui né al Real né al Barcellona. Così come in Ligue1 dove il Psg è in overbooking in attacco. Tolta la Bundesliga che non ha mai entusiasmato lo svedese, dunque il nostro campionato è la meta più probabile.

Le tre piazze:Bologna, Napoli, Milan

In lizza ci sono al momento tre club: Bologna, Milan e Napoli. Rossoneri a parte, le altre due sarebbero piazze inedite per Ibrahimovic e dunque rappresenterebbero stimoli assolutamente nuovi. Per il momento, non ha escluso nulla. Si è profuso in stima incondizionata per Mihajlovic, facendo sognare i tifosi felsinei ma ha anche accarezzato Napoli e i suoi tifosi, con Ancelotti che avrebbe accettato il suo arrivo per gennaio.

Milan in vantaggio per Zlatan, ecco perché

Il leader che tutti chiedono fino a giugno

Poi, il Milan, discorso a parte per un paio di motivi. In rossonero Ibrahimovic ha già giocato e vinto uno scudetto. Conosce l'ambiente ed è conosciuto bene, tanto che in questo momento un leader e trascinatore come lui sarebbe fondamentale. Anche la disponibilità (6 mesi da gennaio a giugno) andrebbe a pennello con il progetto di Elliott che punta sempre sui giovani: una chioccia a tempo, garanzia di successo. L'ingaggio non sarebbe un problema perchè a quel punto, Ibrahimovic rappresenterebbe il classico fuori quota a tempo determinato.

I fili di Raiola, tra Romagnoli, Donnarumma e Suso

Il secondo aspetto che spinge lo svedese verso il Milan è il suo agente, Mino Raiola. Proprio in rossonero il procuratore ha diversi giocatori assistiti, come Donnarumma e Romagnoli, due perni del presente e del futuro del Milan. E sembra aver raggiunto anche l'accordo con Suso, croce e delizia del club. Ciò porterebbe Raiola al centro dei discorsi: potrebbe accontentare chi non gradisce lo spagnolo, trovandogli nuova casa a gennaio, o potrebbe spingere a tenere Suso offrendo come compagno cui fornire assist, proprio Zlatan. Una doppia carta che rappresenta un autentico jolly in mano a Raiola, un abile mago a trasformare situazioni intricate, semplicissime. A proprio vantaggio.