Diego Godin ha scelto l'Inter per chiudere la propria carriera, nella speranza di trovare il guizzo finale che gli permetta di alzare in nerazzurro altri allori. Un accordo che tra giocatore e club è stato raggiunto in inverno, in un blitz si mercato in cui Suning non ha badato a tentennamenti o pretattiche di mercato: il profilo era quello giusto, l'occasione anche. Sarà l'uruguagio a rinforzare la difesa. E adesso, a poco più di un paio di mesi dall'apertura del mercato estivo, arrivano anche le prime indiscrezioni sulla natura dell'accordo.

Quanto guadagnerà Godin all'Inter

I primi dettagli sulla trattativa andata a buon fine arrivano direttamente dalla Spagna con il 33enne difensore uruguaiano, che arriverà a parametro zero dall’Atletico ma che guadagnerà fior di soldi in nerazzurro: Diego firmerà un contratto triennale con un ingaggio da 6,75 milioni di euro, con un aumento considerevole rispetto a quanto guadagna oggi a Madrid, 5 milioni di euro.

Il nuovo punto di riferimento del progetto

Un investimento importantissimo per l'Inter perché se le cifre verranno confermate, Diego Godin sarà il giocatore che guadagnerà di più (al netto del discorso Icardi, verso la cessione). Un elemento che evidenzia quanto il centrale difensivo sia diventato un punto di forza sul quale l'Inter fonderà le proprie aspettative soprattutto europee. Esperto, capace, di qualità, duttile e con la propensione anche di segnare gol pesanti: al di là di eventuali acciacchi fisici per un corpo logorato da oltre 10 anni di professionismo, Godin ha tutta l'aria di diventare un idolo dei tifosi interisti.

Mentalità vincente e duttilità tattica

E' un giocatore di livello internazionale che vanta anche 126 partite e 8 gol con l’Uruguay, di cui è capitano ed abituato alle vittorie con una mentalità che oggi all'Inter non ha quasi nessuno: 8 trofei con l’Atletico più la Coppa America 2011 con l’Uruguay. Godin potrà essere fondamentale sia che rimanga Luciano Spalletti sia che ad Appiano arrivi Antonio Conte perché ha la capacità di adattarsi alle esigenze tattiche difensive delle squadre in cui gioca: a 3 o a 4 per lui non fa differenza.