Lautaro Martinez è insieme a Romelu Lukaku, uno degli attaccanti più positivi del nostro campionato. Letale nei primi minuti delle partite, ha oramai il proprio segno di fabbrica impresso sulle porte degli avversari: è lui l‘arma in più di Antonio Conte per aprire le partite. Cresciuto gara dopo gara, l'argentino ha preso il posto lasciato vacante da Alexis Sanchez, il cileno che si è infortunato praticamente a inizio stagione.

Merito delle qualità del giocatore che si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco nerazzurro, unico elemento a non essere nuovo. Lukaku e Sanchez sono alla prima esperienza interista, Esposito arriva direttamente dalla Primavera, Icardi ha mollato il colpo per andare a Parigi. Lautaru ha dimostrato sul campo di valere un posto da titolare ma soprattutto di valere molto di più di quanto non guadagni in questo momento.

La corte del Barcellona e una clausola non impossibile

Un tema che era diventato caldo a inizio stagione quando, verificando i vari stipendi in rosa, l'argentino risultava tra coloro che percepivano emolumenti bassi. Non conformi in base all'incidenza nelle partite e al valore reale del giocatore. Tanto da suscitare l'interesse soprattutto di un club in particolare: il Barcellona che si è fatto avanti al momento in modo non ufficiale

La situazione contrattuale del giocatore non è assolutamente compromettente perché Lautaro Martinez è un bravissimo ragazzo ed è riconoscente all'Inter e alle persone che lo hanno portato, quindi non è in una situazione di disagio.

La sicurezza di Marotta e il futuro di Lautaro

Anche nelle scorse settimane si è discusso molto sul futuro di Lautaro, con il punto di domanda catalano: il Barcellona non avrebbe alcun problema nel pagare l'attuale clausola rescissoria poco superiore ai 100 milioni e stando ai rumors, lo stesso Messi avrebbe già dato il proprio gradimento all'inserimento del connazionale. Una situazione che però non sembra preoccupare Marotta

Lautaro sa benissimo la fiducia e la stima che noi abbiamo nei suoi confronti. È come se giocassimo tutti in casa e quindi non c’è motivo per immaginare minimamente un contrasto nell’ambito di quella che può essere una negoziazione del suo contratto