Tempo di ripartire in casa Ajax dopo la scoppola ricevuta dal Tottenham in Champions League, una sberla che avrebbe steso un gigante, figuriamoci un gruppo di ragazzini alla prima grande esperienza europea. Eppure lo spirito dei Lancieri sembra essere rimasto intatto: alzare la testa, petto in fuori e guardare in avanti. Questo era lo spirito pre partita, questo sarà quello del club. Dopotutto il progetto c'è e può continuare, tra richieste di mercato e futuri progetti.

Van der Sar lo aveva spiegato prima della delusione della semifinale, prima di perdere il treno della Champions League al 95′, all'ultimo secondo dopo che l'Ajax aveva accarezzato con mano il trionfo, forte di un 2-0 che sembrava non dare scampo agli inglesi: per alcuni giovani il destino è stato già scritto.

De Jong e De Ligt, cessioni illustri

Il direttore generale biancorosso ha confermato la partenza di De Jong, uno dei migliori talenti in squadra sia per qualità tecniche sia per predisposizioni tattiche, bravissimo nelle due fasi, con una personalità che ha permesso alla squadra di arrivare in alto: "Frenkie de Jong è già un calciatore del Barcellona". Potrebbe però seguirlo l'altro fenomeno, de Ligt: "ma non è ancora chiaro, potrebbe andare in Inghilterra o in Spagna, si vedrà più avanti. L'idea è di non vendere tanti giocatori, al massimo 2 o 3. COme sempre utilizzeremo il vivaio per rimpiazzarli".

Il futuro di Ten Hag

Un pensiero anche alla panchina. Prima dell'eliminazione dalla Champions League, Erik ten Hag era saldamente in possesso del proprio posto. Oggi, con un Ajax drasticamente ridimensionato, un mercato in uscita importante e soprattutto qualche top club (come il Barcellona) in cerca di nuovi allenatori, anche per lui il futuro appare incerto: "Abbiamo intenzione di proseguire confermando sia lui in panchina che tutto il suo staff. Abbiamo lavorato bene fin qui".