Bundesliga: lo scandalo Volkswagen coinvolge Wolfsburg, Bayern e altri 14 club
Il colosso dell'automobile tedesca recentemente coinvolto in uno scandalo senza precedenti potrebbe decidere di ritirare parte delle sue sovvenzioni e finanziamenti sul calcio tedesco e ciò potrebbe innescare problemi per quasi l'intera Bundesliga. La Volkswagen infatti, dovendo affrontare un sicuro processo e le pesanti conseguenze economiche per il "DieselGate" – così come oramai viene denominato lo scandalo delle auto dai motori truccati per nascondere le reali emissioni di gas nell'aria – portando con sè le società calcistiche che storicamente finanzia e sponsorizza. Tra queste, fanno clamore, il Bayern Monaco, la ‘regina' di Germania e il Wolfsburg da sempre un club ‘figlio' della Volkswagen.
L'Audi e la Volkswagen potrebbero dunque trascinare nel baratro gran parte del calcio tedesco. La prima detiene l'8,3% delle azioni del club bavarese ed il 20% del pacchetto azionario dell'Ingolstadt, club concittadino di Audi. Senza dimenticare che Volkswagen è anche partner ufficiale della DFB Pokal, la Coppa di Germania, e sponsorizza ben 16 club in totale, comprese squadre del calibro di Schalke 04, Borussia Dortmund, Amburgo, Werder Brema e Borussia Moenchengladbach. Un'ecatombe economico-finanziaria anche nel ricco calcio teutonico se lo scandalo assumesse margini ancor più grandi degli attuali.
Il rischio reale c'è e il direttore del German Institute for Sports Marketing, Andre Buehler, ha già sottolineato che tutto ciò potrebbe accadere: "Quando una società soffre finanziariamente il marketing è il primo settore a essere sacrificato". Il rischio reale è che gli eventuali indennizzi e sanzioni possano decurtare il budget destinato ai club di svariate decine di milioni di euro all'anno, con evidenti conseguenze sul calciomercato. Meno proventi, meno impatto all'interno del panorama calcistico europeo. Soprattutto per i club tedeschi ma anche per tutte quelle società ‘satelliti' nello sponsor, che hanno scelto Volkswagen o Audi come partner. In Italia, ad esempio, a tenere monitorata la situazione c'è il Milan che ha sposato il marchio Audi.