"Attento eh… Corona… ti guardo eh". E poi ancora "che sei di Wuhan?". Il tono è ironico ma la battuta è davvero di cattivo gusto. Il protagonista del siparietto è Gigi Buffon, portiere della Juventus. Nella mixed zone dello stadio di San Siro, dopo la partita di Coppa Italia con il Milan, si ferma a salutare qualche tifoso, firma autografi, rilascia poche battute al volo ai giornalisti che lo fermano. Tra le persone che lo attendono ci sono anche dei tifosi asiatici, gli porgono delle riviste con le sue foto per avere un ricordo di quella serata e del campione protagonista per tanti anni anche con la maglia della Nazionale italiana.

L'atmosfera è distesa, Buffon reca con sé anche la maglietta di Daniel Maldini, il figlio di Paolo. Una casacca che ha voluto per la propria collezione a testimonianza della sua longevità di calciatore… "vecchio" di età (ma giovane dentro) abbastanza da salutare anche una nuova generazione di giocatori che si affacciano sulla Serie A. È in quel momento che, con grande disponibilità si avvicina al tifoso orientale e un po' scherza con lui prima di prendere il pennarello per scrivere e "vistare" la sua foto (come si evince anche da un breve video postato su Twitter e che ha fatto il giro della Rete).

"Attento, Corona… che ti guardo eh…". Ripete Buffon col sorriso sulle labbra tra l'ilarità di alcune persone che sono nei pressi. Ironia spiccia e fuori luogo considerato che quel Corona è l'abbreviazione di Coronavirus, il bacillo che a scatenato l'epidemia di febbre mortale in Cina e per la quale sono decedute già oltre 1500 persone (65 mila è il numero dei contagiati). Non è finita lì, perché Buffon ribadisce il concetto aggiungendo "che sei di Wuhan?", la città cinese divenuta epicentro del focolaio della grave malattia le cui ripercussioni sono gravissime per la salute e ha messo in allarme anche i governi della comunità internazionale.