Bufera in Lega Pro: i giocatori minacciano lo sciopero per la 1a giornata
E' bufera sul calcio cadetto italiano, un bacino che da anni dovrebbe essere tutelato quale primo elemento per la crescita di giovani talenti nostrani da donare poi alle serie più importanti garantendo una continuità tecnica costante. Tutte parole. Buttate al vento. Tanto che oggi, l'AIC (Associazione Italiana Calciatori) ha annunciato che per la prima giornata di campionato di Lega Pro nessun giocatore scenderà in campo, in disaccordo totale con le nuove normative, condivise dalla FIGC, sull'obbligo di schierare un numero obbligato di giovani nella formazione titolare. Una normativa che l'Associazione presieduta da Damiano Tommasi afferma essere illegittima e discriminante nei confronti dei calciatori e false aspettative sui giovani.
Giocatori in sciopero – La nota pubblicata dall'AIC non ammette interpretazioni: i giocatori fanno muro contro la scelta di imporre un limite d'età in rosa e in campo per ‘accedere' ad aiuti economiche alle risorse collegate all'utilizzo dei giovani. L'idea di fondo del sindacato di categoria è che la normativa non rispetta le naturali regole dei giocatori-lavoratori creando discriminazioni palesi e presentando criteri illegittimi. Tanto che lo stesso Damiani ha sottolineato come in campo – da sempre – dovrebbe andare chi merita e non chi viene tutelato da un regolamento sbagliato che cela secondi fini. Questo, integrale, il comunicato AIC: "La norma che vorrebbe imporre una determinata età media complessiva per chi scende in campo quale vincolo d'accesso ad una parte delle risorse, presenta chiari profili di illegittimità, crea discriminazioni nei confronti dei calciatori e false aspettative sui giovani, impoverendo il livello tecnico della categoria a discapito dello spettacolo e della meritocrazia".
A muro, risponde muro – La risposta del presidente di Lega Pro, Mario Macalli, non si è fatta attendere e – di par suo – è stata altrettanto forte e senza tentennamenti: "È uno sciopero indebito. Io come presidente di Lega Pro devo far rispettare le regole. Per me il primo di settembre comincia il campionato. Chi c'è c'è', chi non c'è ne pagherà le conseguenze. È una decisione degna del peggior soviet russo, stanno affossando il calcio italiano. E' una posizione che non sta né in cielo né in terra".
Davanti allo scontro diretto, dovrà intervenire la FIGC in persona per cercare un compromesso, l'ennesimo. Intanto, ad oggi, la Lega Pro il prossimo weekend non scenderà in campo.