Dopo la striscia di vittorie nelle precedenti gare di qualificazione europea, alcune arrivate anche con partite giocate in modo convincente, l'Italia di Roberto Mancini ha centrato un altro successo al termine di una sfida più difficile del previsto. Alla vigilia della quinta giornata del Gruppo J, il commissario tecnico aveva infatti avvertito i suoi sulla pericolosità dell'Armenia: un "consiglio" che gli Azzurri hanno seguito solo dopo un quarto d'ora di gioco e dopo il vantaggio dei padroni di casa.

Nonostante la rete di Belotti e l'espulsione di Karapetyan, la nostra Nazionale non ha infatti replicato le precedenti uscite e ha dimostrato una condizione fisica ancora approssimativa. A salvare i nostri da un deludente pareggio, il gol di Pellegrini e l'autorete del portiere dell'Armenia nel secondo tempo. Nella serata peggiore della gestione Mancini, i nostri conquistano dunque una vittoria che ci avvicina sempre di più ai prossimi campionati Europei.

Belotti rimedia alla falsa partenza

Mancini scegli il solito 4-3-3, in difesa c'è Romagnoli al posto di Chiellini mentre Bernardeschi occupa il posto di Insigne ed è con Chiesa ai lati di Belotti. Negli avversari, che partono con grande determinazione, è regolarmente in campo il neo acquisto della Roma Henrik Mkhitaryan. L'Italia comincia a ritmi lenti, e i padroni di casa ne approfittano con il gol dell'1-0: errore del centrocampo azzurro e ripartenza letale conclusa con un destro preciso di Karapetyan. Bonucci e compagni crescono lentamente e si affacciano dalle parti dell'area avversaria intorno alla metà del primo tempo con una girata di Bernardeschi che Hayrapetyan manda in corner.

Le difficoltà della squadra di Mancini nascono soprattutto nella costruzione della manovra. L'Armenia è asfissiante nel pressing, e raramente concede spazi a Verratti (ammonito e squalificato per la prossima con la Finlandia) e Jorginho: i due costruttori di gioco. Le cose migliori degli Azzurri nascono dalla corsia mancina e l'occasione giusta arriva al 22esimo, grazie all'ennesima discesa di Emerson e al tap-in vincente da zero metri di Belotti: un gol che arriva pochi secondi prima della traversa scheggiata da Bernardeschi. L'attaccante del Torino sfiora anche il raddoppio in un paio di occasioni (clamorosa la seconda), prima e dopo l'espulsione per secondo giallo di Karapetyan.

Pellegrini cambia la storia della partita

Nel secondo tempo l'Italia parte all'attacco. Gli Azzurri cercano maggiori spazi e provano a sfondare sulle due fasce, dove Chiesa e Bernardeschi continuano a scambiarsi le corsie e a dare pochi punti di riferimento ai difensori dell'Armenia. La superiorità numerica non sfruttata dai suoi e qualche errore di troppo in appoggio, manda su tutte le furie Mancini che all'ora di gioco toglie Chiesa e inserisce Pellegrini per tentare di dare una scossa alla squadra: spesso presa d'infilata dagli armeni, molto più freschi dal punto di vista fisico.

L'ultima parte di gara vede in campo anche Sensi: entrato al posto di Barella. L'obiettivo del "Mancio" è quello di alzare il tasso tecnico in mezzo al campo, dove Jorginho e Verratti sono spesso intrappolati dalla grinta avversaria. Nel momento meno brillante dei nostri, sono però arrivati il gol di Pellegrini e l'autogol del portiere armeno che, in pochi minuti, hanno spento lo stadio di Erevan e riacceso gli Azzurri. Il triplice fischio finale regala così a Mancini un successo pesantissimo, in una serata comunque difficile per la nostra Nazionale, e tre punti fondamentali per blindare una qualificazione che da oggi è sempre più vicina.