Il Brescia in Serie A è stato un evento che ha rallegrato i cuori dei tifosi delle Rondinelle ma che ha portato con sè anche uno strascico di polemiche che nessuno aveva voglia di gestire. Il tutto a seguito delle esultanze dei giocatori del club e di un coro in particolare che ha suscitato sdegno e una lunga scia di critiche. Tra i principali ‘colpevoli', Leonardo Morosini che ha provato ad usare Instagram per fare chiarezza su quelle parole "terun terun", intonato durante i festeggiamenti per la promozione del Brescia in serie A.

Le spiegazioni di Morosini

"L'ho fatto in maniera leggera e le persone che mi conoscono e quelle di buon senso possono capire che non volevo prendere in giro o umiliare tifoserie come quelle di Lecce e Palermo". Proprio a queste due società (e piazze) sembrava fosse rivolto l'inno, un riferimento alle squadre che in classifica inseguivano le Rondinelle in classifica. "Non volevo mancare di rispetto a nessuno, tanto più ai meridionali, che adoro. Amo il Sud, amo il mio Paese, è assurdo che nel 2019 debba essere qui a giustificarmi. E' stato detto che ho fatto dei cori razzisti ma io non sono razzista e mi scuso se qualcuno si e' sentito offeso".

Le minacce e gli insulti via social

Morosini spiega anche nel dettaglio del perché di quel coro che poi è stato strumentalizzato e utilizzato contro di lui: "Era solo un coro goliardico per prendere in giro un mio compagno di squadra siciliano, Ernesto Torregrossa". Ma alla fine nei confronti di Morosini si è scatenata quasi una caccia all'uomo, soprattutto sui social che fomentano sempre più all'odio. Sui profili del giocatore sono arrivati messaggi "tristi", anche alcune "minacce di morte", tantissimi "insulti alla famiglia" di Morosini. Per un episodio che volveva essere di festeggiamento e che si è trasformato in un pericoloso festo per alcuni ‘eversivo'.