Foto https://twitter.com/HellasVeronaFC
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La sua avventura con la maglia del Verona è iniziata con il botto. Fabio Borini alla prima con l'Hellas ha subito trovato il gol contro il Bologna. Il duttile neoacquisto è stato presentato oggi dal club scaligero, e nella sua conferenza stampa ha parlato della sua precedente esperienza al Milan togliendosi anche un sassolino dalla scarpa: "In rossonero venivo sfruttato come operaio, ma sono anche altro".

Fabio Borini, conferenza stampa di presentazione al Verona

Conferenza stampa di presentazione all'Hellas Verona per Fabio Borini. L'attaccante colpo di mercato invernale degli scaligeri ha parlato del suo eccezionale esordio con gol in gialloblu: "Continuo a pensare che la mia sia stata una scelta coraggiosa, ma non individualmente. So quello che posso dare a questa squadra, quindi è coraggiosa fino a un certo punto. Da come mi ha descritto il mister le mie caratteristiche sono perfette per la squadra. L’impatto è stato emozionante e positivo, sognavo di fare un esordio così. Aprire un ciclo? Non c’è tempo per riflettere, dobbiamo pensare di partita in partita. Il contratto di sei mesi è stimolante per tutti, è una dimostrazione che non me ne sto con le mani in mano".

Borini e la stoccata al Milan

Grande voglia di contribuire alla causa del Verona, e tornare protagonista. A tal proposito non è mancata una stilettata al Milan: "C’è disponibilità da parte mia a giocare in diversi ruoli, al Milan ho fatto sette posizioni su undici con la stessa mentalità. Le mie caratteristiche erano così al Milan e sono così a Verona, voglio vincere ogni partita. Il gol a Bologna è stato bello, ma ho preso la palla perché volevo vincere la partita. La trattativa? C’erano molte squadre, con il mio agente avevo deciso di prediligere l’aspetto tattico. Sentivo bisogno di tornare a fare quello che so fare meglio, ossia giocare da attaccante e aiutare la squadra. Al Milan venivo sfruttato come operaio, ma sono anche altro".

Fabio Borini e il feeling con Ivan Juric al Verona

Gran voglia di stupire con il Verona e di dare una mano a Juric con il quale c'è grande sintonia: "Il mister mi è sembrato bravo e diretto nel trasmettere i suoi concetti. Non racconta il calcio, vive di calcio. Io sono simile, vivo delle emozioni che mi dà il campo, per questo ho scelto di venire qua con questo allenatore. Mi ha colpito anche la disponibilità di tutti i giocatori, che giochi poco o tanto. Quando hai un obiettivo da raggiungere il mister deve essere bravo ad avere la disponibilità di tutti. Verona un po’ all’inglese? Sì, c’è molto di inglese. Il mister mi ha descritto questa cosa prima di venire qua, il gioco è intenso in entrambe le fasi. Non si aspetta la partita, nemmeno in vantaggio. È una mentalità idonea a quello che sono io e ti fa divertire".