Ci sono anche sei telefonate con protagonista Leonardo Bonucci tra quelle intercettate dalla Digos, su indicazione della Procura di Torino, che nell’ambito dell’inchiesta ‘Last Banner’ ha indagato sulle presunte estorsioni di alcuni gruppi ultras nei confronti della Juventus. Le telefonate che riguardano Bonucci hanno come oggetto principale il ritorno in bianconero del difensore che in pochi mesi, nel 2017, era passato da beniamino a ‘traditore’.

Il primo messaggio tra Bonucci e il leader dei Vikings

In queste telefonate non c’è nulla di rilevante dal punto di vista penale, ma nei testi, diffusi da ‘Il Corriere della Sera’, si percepisce che lo stesso calciatore temesse di finire nel mirino degli ultras della Juventus e pensava di ricevere delle contestazioni. All’inizio dell’agosto 2018 cinque numeri di telefono intestati a Bonucci sono stati messi sotto controllo, da uno di quelli viene inviato un messaggio WhatsApp a Fabio Trinchero, leader dei Vikings, gruppo storico, che invece è tra i 29 indagati per ‘Last Banner’, e a quel tifoso il giocatore scrisse: “Mi farebbe piacere quando torno dall’America, fare due chiacchiere per spiegarti come effettivamente sono andate le cose”. La risposta arrivò subito: “Con un confronto si possono aggiustare le cose”.

Gli italiani freddi per il ritorno alla Juve di Bonucci

Mentre il calciatore dopo aver detto: ‘Tutto sotto controllo’ in successivo messaggio, il 9 agosto parlando con un amico disse che i compagni di squadra italiani si erano dimostrati molto freddi, e si riferiva precisamente a Marchisio, Barzagli e Bernardeschi.

Le contestazioni della tifoseria alla Juventus

Da successive intercettazioni si scopre che i fischi verso Bonucci rappresentavano solo un pretesto per attaccare la società, come lui stesso ha detto a un amico: “Mi hanno detto i fischi non sono per te, ma ti usano come pretesto per attaccare la società, per il caro biglietti, il caro abbonamenti, striscioni, tutta sta roba”. Queste parole sono state confermate da un dirigente bianconero, anche lui sotto il controllo della ‘Digos’: “Ai giocatori non si riesce a spiegare il perché della protesta. Fra i giocatori, Giorgio potrebbe capire, ma gli altri…Uno come Leo, se gli scatta l’ignoranza è capace che ce lo troviamo in uno dei bar loro”.