Boateng, multa di 3 mila euro per la maglietta dedicata alle vittime del terremoto

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La Federazione spagnola non concede attenuanti all’ex calciatore del Milan che, dopo il raddoppio col Las Palmas, ha mostrato una t-shirt recante lo slogan di solidarietà per il Centro Italia devastato dal sisma.
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Tremila euro di ammenda. La Federazione spagnola non farà sconti a Kevin Prince Boateng per quell'esultanza sopra le righe, fuori dagli schemi del regolamento. Nessun atteggiamento folle, nessuna magliata sfilata e usata a mo' di bandiera da sventolare sotto la curva dei tifosi. L'ex calciatore del Milan, adesso al Las Palmas, s'è macchiato di una colpa (lieve) da punire con una multa salata: dopo aver segnato il gol del raddoppio contro il Granada è corso nei pressi della panchina e ha chiesto che gli venisse passata una t-shirt particolare, una maglietta recante la scritta per commemorare le vittime del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Un messaggio d'incoraggiamento e di solidarietà ("forza italia") in un momento durissimo per la vita delle persone e del Paese.

E così quel gesto bellissimo e lodevole s'è trasformato in una sorta di boomerang beffa per il giocatore, che sarà costretto ad aprire il portafoglio e scucire la somma prevista come sanzione. Una punizione severa a margine di una decisione estremamente fiscale, che non lascia spazio ai sentimenti e nemmeno alla sensibilità di chi – a cominciare proprio all'ex rossonero – ha militato per anni in Serie A. L'articolo 91 del Codice di disciplina della Federcalcio spagnola però non lascia spazio a dubbi di sorta. E considerato che ‘la legge è uguale per tutti', la prescrizione si rivela una tagliola per Boateng.

Il giocatore che, in occasione di un gol o per qualche altra causa derivata dalle vicissitudini del gioco (si legge nella descrizione della norma), alza la sua maglietta ed esibisce qualsiasi tipo di pubblicità, slogan, sigle, anagrammi o disegni, qualunque siano i contenuti e le finalità delle azioni, sarà punito come l'autore di un reato grave, con la multa fino a 3.000 euro e ammonizione.

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