Il rumore generato dal ‘Black Friday', ovvero dal titolo utilizzato dal ‘Corriere dello Sport', è destinato a continuare ancora per qualche giorno. Le critiche che si sono sollevate nelle scorse ore, hanno infatti trovato terreno fertile non solo in Italia ma anche all'estero. Dopo la dura presa di posizione di Roma e Milan e i commenti acidi degli stessi giocatori coinvolti, anche altri club hanno preso le distanze da quel ‘gioco di parole' decisamente fuori luogo usato per commentare la sfida tra Lukaku e Smalling.

Il tweet dell'Inter ("Il calcio è passione, cultura e fratellanza. Siamo e saremo sempre contro ogni forma di discriminazione"), ha cosi dato il via ad un lungo processo nei confronti del quotidiano romano: attaccato anche in Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Germania, da dove il Borussia Dortmund ha appoggiato l'iniziativa congiunta dei due club italiani: "Atroce e inaccettabile. Pieno supporto a Roma e Milan nella lotta contro il razzismo. I media dovrebbero dare l'esempio".

La replica del direttore Ivan Zazzaroni

In serata è poi arrivata anche la presa di posizione del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni.

Piattaforme digitali? Direi pattumiere. Truccate da rancori nobili. Sdegno a buon mercato. Un bel pensiero al giorno toglie il medico di torno. Eserciti di benpensanti di questi tempi affollano il web per tingersi di bianco le loro anime belle. Individuato il razzista di turno, vai, due colpi alla tastiera e via la macchia, ti senti un uomo migliore in un mondo migliore. Bianchi, neri, gialli. Negare la differenza è il tipico macroscopico inciampo del razzismo degli antirazzismi. La suburra mentale dei moralisti della domenica, quando anche giovedì è domenica. “Black Friday”, per chi vuole e può capirlo, era ed è solo l’elogio della differenza, l’orgoglio della differenza, la ricchezza magnifica della differenza. Se non lo capisci è perché non ce la fai o perché ci fai. Un titolo innocente, peraltro perfettamente argomentato da Roberto Perrone, viene trasformato in veleno da chi il veleno ce l’ha dentro.