Carlo Ancelotti dopo la sconfitta in Champions League contro il Psg, lascia il Bayern Monaco. Una decisione presa nel primo pomeriggio di oggi e che viene riportata da Espn, citando non precisate fonti interne al club bavarese. La pesante sconfitta con i parigini, le dichiarazioni di Rummenigge nel pretendere spiegazioni e i problemi con i senatori nello spogliatoio avrebbero fatto saltare la panchina del club bavarese, che secondo i media tedeschi avrebbero anche gia' contattato eventuali sostituti. Il Bayern potrebbe contestualmente confermare il passaggio di consegne a Sagnol, attuale secondo di Ancelotti, in attesa di una scelta più definitiva con Tuchel.

La crisi con la Società.

Le critiche di Rummenigge.

La critica più dura ad Ancelotti era arrivata direttamente dalla società, nella persona di Kalle Rummenigge. L'Ad del Bayern è stato uno dei pochi a difendere con costanza il tecnico italiano, ma dopo lo 0-3 incassato a Parigi non ha potuto esimersi dallo scaricare il tecnico. Anche perché tifosi e alcuni giocatori hanno lamentato frizioni importanti già da tempo: "Questo non è il vero Bayern. Dobbiamo analizzare bene questa sconfitta per capire cosa non ha funzionato e trarne le conseguenze".

La fronda negli spogliatoi.

Le scelte al Parco dei Principi e non solo, non sono andate giù a molti. Il Bayern Monaco, campione di Germania in carica e già con la Supercoppa vinta in agosto contro il Dortmund, è terzo in Bundesliga in una delle peggiori partenze degli ultimi anni. Lo scivolone di Coppa è di quelli clamorosi perché alla prima difficoltà, la squadra ha evidenziato tutte le proprie pecche. Da qui, la spaccatura dentro lo spogliatoio dove alcuni ‘senatori' hanno scaricato Ancelotti: Hummels, Ribery e Robben guiderebbero la fronda.

Il comunicato ufficiale.

"I risultati e il gioco della nostra squadra fin dall'inizio della stagione non ha soddisfatto le aspettative che avevamo. La partita di Parigi ha dimostrato chiaramente che dovevamo trarre delle considerazioni. Con Carlo abbiamo avuto una discussione aperta e seria oggi e lo abbiamo informato della nostra decisione.

Vorrei ringraziare Carlo per la collaborazione e mi dispiace lo sviluppo che ha preso il nostro rapporto. Carlo è mio amico e lo rimarrà, ma abbiamo dovuto prendere una decisione professionale per il bene del Bayern. Ora aspetto che la squadra abbia una reazione positiva e una prestazione migliore, così possiamo raggiungere i nostri obiettivi per questa stagione".

Divorzio obbligato.

Dimissioni o esonero, avventura finita.

Per Ancelotti, lavorare in un clima ostile, non è possibile e così dopo il faccia a faccia con la società di questo pomeriggio, ha deciso di rinunciare all'incarico senza dover continuare su una barca che non lo vede più come capitano. Una scelta che libera il Bayern di Monaco che dovrà pagare Ancelotti ma che permetterà alla società di operare immediatamente sul sostituto.

Sagnol subito, poi Tuchel.

Fonti interne alla società tedesca confermano le indiscrezioni delle prime ore: non ci sarà alcun toto-sostituto. Il Bayern avrebbe già fatto la propria scelta immediata per garantire continuità al progetto estivo: ci sarà sulla panchina Willy Sagnol, oggi secondo di Ancelotti, che prenderà le redini del comando. Poi ci sarà un nuovo consulto con il nome di Tuchel, ex Borussia.

Il mercato che verrà.

Montella al bivio.

L'addio di Ancelotti al Bayern Monaco apre nuovi scenari nel panorama europeo dei tecnici. L'allenatore italiano torna a disposizione di chi vorrà provare ad ingaggiarlo. E la mente corre al Milan di Montella che sta vivendo giorni difficili. L'Aeroplanino è arrivato al crocevia stagionale dovendo affrontare il trittico Europa League-Roma-Inter dal quale si capirà se potrà continuare oppure no il suo cammino rossonero.

Le due strade del Milan.

Per la società rossonera potrebbero aprirsi due strade: salutare subito Montella e chiamare Ancelotti che si ritroverebbe in mano un progetto non suo ma che sta ancora componendosi e avrebbe necessità del suo fare esperto. Oppure, se i risultati torneranno positivi, opzionare lo stesso Ancelotti per la prossima stagione lasciando Montella al proprio posto. in questo caso, a giugno, Ancelotti si ritroverebbe con qualcosa di più concreto in mano su cui lavorare. Ma il rischio di fallire l'accesso alla Champions, per il Milan è un rischio che forse non potrà correre.