Sconfitta che fa male ma ci rifaremo siamo sulla strada giusta. Laziali presenti oggi allora stadio VERGOGNATEVI! #saynotoracism.

A parlare così è Mario Balotelli, autore del gol che ha portato in vantaggio il Brescia sulla Lazio. La prima rete del decennio (la seconda dopo quella realizzata nel 2010 all'Inter) non è bastata per regalare almeno un punto alle "rondinelle" (a causa dell'uno-due piazzato da Ciro Immobile) e nemmeno per mettere a tacere quanti lo avevano preso di mira. Cori razzisti, buuu e ululati, insulti pesanti contro la madre del calciatore… nel campionario da trasferta dei tifosi della Lazio nulla è mancato tanto che lo stesso arbitro, Manganiello, ha deciso – come da regolamento – di fermare per un paio di minuti il gioco mentre dall'altoparlante dello stadio veniva diffuso il messaggio rivolto ai sostenitori.

I cori razzisti e offensivi dei tifosi della Lazio

È successo tutto intorno alla mezz'ora della partita: brutti episodi ai quali il calciatore ha fatto riferimento subito dopo il match, quando ha pubblicato un messaggio su Instagram corredato del video che mostra la sua rete e fa sentire i cori che gli sono stati rivolti ("Balotelli figlio di…"). Erano circa 1500 gli ultrà capitolini giunti fino al Rigamonti spinti dall'entusiasmo per il grande momento della squadra (reduce dalla vittoria in Supercoppa italiana contro la Juventus), molti di essi però si sono segnalati per slogan biasimevoli. A segnalarli era stato lo stesso Balotelli che aveva richiamato l'attenzione del direttore di gara con decisione.

Il richiamo di Super Mario all'arbitro Manganiello

"È la seconda volta… è a seconda volta", è il labiale della punta della Brescia. "Ora ci penso io", è stata la risposta dell'arbitro Manganiello. La sospensione dell'incontro per qualche minuto e l'ammonimento dello speaker a non intonare cori di discriminazione ha dissuaso anche i più intransigenti. A fare il contro-canto è stata la Curva dei lombardi che replicava urlando "Mario, Mario" a sostegno del giocatore.