Atletico Madrid-Milan, Seedorf: “Senza personalità ma proviamo a ripartire” (foto)

Non è stata una semplice sconfitta, è stata una disfatta quella di Madrid con il Milan sepolto dai gol dell'Atletico di Simeone che si qualifica ai quarti eliminando i rossoneri dall'Europa che conta. Una gara iniziata male (in svantaggio dopo soli 3 minuti) e finita peggio con 4 reti e una lezione di calcio difficile da dimenticare. Per Clarence Seedorf l'unica nota positiva è stato l'orgoglio di Kakà, capitano di lungo corso che contro i colchoneros ha riassaporato una notte da derby. Ma è servito a poco, troppo poco, anche perché l'uomo più atteso, Mario Balotelli, ha deluso sotto tutti i punti di vista distintosi solamente per un cartellino giallo. Adesso c'è da ricostruire squadra e morale per evitare che il finale di stagione sia ancora peggio dell'attuale situazione. Per Simeone, invece, grande soddisfazione per un primo grande risultato in vista di un progetto che sembra essere solamente all'inizio.
Manifesta inferiorità – E' stata una gara che ha dimostrato tutti i limiti di questo Milan e Seedorf lo sa: "Si fa fatica sempre quando si va in svantaggio e per troppo tempo abbiamo dovuto rincorrere. Siamo riusciti subito a segnare ma poi siamo calati. Il secondo gol ha spento quella forza e quella voglia di reagire ancora. Per noi, per la squadra e per la società era importantissimo passare il turno e abbiamo dimostrato di crederci per tutto il primo tempo, ma alla fine ci siamo guardati negli occhi e abbiamo parlato del futuro cercando di ritrovare morale e motivazioni. Dobbiamo concentrarci sugli ultimi obiettivi, cioè il campionato e provare a fare più punti possibili. Non possiamo buttare via le buone cose fatte: è chiaro che quando perdi in generale rischi di rovinare davvero tutto. La delusione c'è e si sente ma bisogna far sì che si possa lavorare e continuare a crederci come è stato fatto fino adesso.
Caduta e ripartenza – Per Seedorf non è tutto da buttare. Malgrado una ripresa insufficiente, ci sono le basi per ricostruire qualcosa di buono, dando un senso alla propria scelta di tornare al Milan in un momento davvero delicato per la storia del club. "La condizione fisica in cui ho trovato la squadra non era ottimale ma era evidente che quando devi rincorrere da inizio anno fai più fatica fisicamente e mentalmente. Si vede che quando vai sotto c'è grande difficoltà nel reagire. Balotelli? Noi speriamo che possa sempre fare delle grandi partite come tutti quanti ma è la squadra nel suo insieme che non ha espresso forza e convinzione di lottare. Non è stato positiva la ripresa, nel secondo tempo non abbiamo reso. Però sono ancora convinto della mia scelta di venire al Milan: è una società per cui ho giocato 10 anni, un presidente con cui ho un rapporto fantastico e ho scelto pensando al futuro. Adesso sono concentrato per fare un buon finale di stagione"
Il Cholo entusiasta – Di diverso avviso ovviamente Diego Simeone che ha visto concretizzarsi un primo importantissimo passo verso un progetto che dovrebbe vedere nei prossimi anni l'Atletico diventare sempre più protagonista, in Liga come in Europa: "Siamo contenti per il lavoro dei ragazzi: sappiamo quali sono i nostri limiti e le nostre virtù. Siamo partiti bene, poi il Milan è cresciuto e siamo andati un po’ in difficoltà, ma nel secondo gol abbiamo preso in mano la partita. Sapevamo che se avevamo il possesso di palla potevamo avere spazio. Ma nella ripresa con Robinho era tutto diverso, ma se perdevamo palla potevamo essere fregati. I calci piazzati sono una nostra arma vincente, e finora ci va bene. Dopo il gol subito non pressavamo alto e poi dopo aver segnato, ci siamo calmati e abbiamo occupato meglio gli spazi.