Due vittorie pesanti arrivate entrambe in trasferta, sei gol segnati e solo uno incassato e una condizione psicofisica straripante. L'Atalanta si divora il Sassuolo e manda più di un messaggio allarmante agli ucraini dello Shakhtar: attesi a San Siro nei prossimi giorni per la seconda partita europea della formazione di Gasperini. Al clamoroso 6-2 messo a referto nell'ultima trasferta a Reggio Emilia contro i neroverdi, gli orobici hanno aggiunto anche questo netto 4-1: arrivato al termine di un primo tempo da urlo e ad una ripresa giocata comprensibilmente con la testa alla Champions. Nel giro di pochi giorni, il Sassuolo incassa così la seconda sconfitta casalinga: un duplice passo falso che lascia gli emiliani ai margini della zona rossa della classifica.

Una Dea spettacolare

Si gioca al Mapei Stadium: praticamente in casa dell'Atalanta. In quello stadio dove nel maggio scorso la Dea festeggiò lo storico ingresso in Champions League. A Reggio Emilia come a Bergamo, l'avvio dei nerazzurri è aggressivo e convincente come quello delle serate migliori. Dimenticata la batosta con la Dinamo Zagabria, la squadra di Gasperini dà infatti il meglio di se debordando di fronte ad un avversario impotente e piazzando subito due cazzotti in faccia al Sassuolo.

Dopo il tremendo uno-due dei primi 13 minuti (reti di Gomez e Gosens), l'undici di De Zerbi accusa il colpo, barcolla e stramazza a terra al 29esimo dopo il secondo gol personale del "Papu": bravo a chiudere con un tiro vincente il "dai e vai" con Duvan Zapata e a scrivere 3-0 sul tabellone luminoso del Mapei. Alla festa del gol bergamasco, prima dell'intervallo, partecipa anche lo stesso attaccante colombiano che traduce in rete, con un colpo di testa potente e preciso, un cross al bacio di Hateboer. Il tutto prima dell'unica risposta neroverde: un sinistro di Berardi deviato in corner da Sportiello.

L'Atalanta si riposa in vista della Champions

Il secondo tempo è poco più di un allenamento per l'Atalanta. Almeno inizialmente, i nerazzurri tirano il freno a mano e lasciano sfogare i padroni di casa: una scelta, quella bergamasca, condivisa da Gasperini e suggerita anche dal prossimo impegno europeo contro lo Shakhtar Donetsk a San Siro. A cercare di dare un senso alla serata degli emiliani, sono in campo anche Traorè e Trippaldelli: entrati al posto di Bourabia e Peluso. Dopo un tiro di Berardi, sul cui tiro Sportiello risponde ancora presente al 59esimo, è invece Defrel a trovare il punto del 4-1 con un sinistro sotto la traversa.

 

Dalla panchina della Dea, dopo l'ingresso di Arana, entrano anche Malinovskyi e Barrow. Gosens, Gomez e Zapata vanno ad accomodarsi di fianco al tecnico nerazzurro. Con il risultato in cassaforte, gli orobici lasciano il pallino del gioco ai neroverdi che con coraggio e orgoglio impegnano Sportiello con il solito Berardi. Prima del triplice fischio finale le ultime occasioni arrivano invece nell'area di rigore opposta con Hateboer e Barrow: fermati sul più bello da Consigli e subito dopo dal triplice fischio finale dell'arbitro Valeri.