Inter capolista in Serie A, a punteggio pieno dopo 3 giornate. Tre successi, 9 punti, 7 gol fatti e 1 subito sono i numeri dei nerazzurri che hanno capitalizzato al massimo l'avvio di campionato contro Lecce, Cagliari e Udinese. Vincere aiuta a vincere recita un vecchio adagio e per la squadra di Conte non poteva esserci viatico migliore [anche] in previsione della Champions e dopo un'estate scandita dal tormentone Icardi. La sfida alla Juventus campione in carica è lanciata, così come al Napoli di Ancelotti che sta ritrovando equilibri tattici e si fregia di un attacco che offre diverse soluzioni offensive.

Salvo sorprese, dovrebbero essere queste tre le formazioni in corsa per lo scudetto, una lotta meno ‘scontata' rispetto agli anni scorsi nonostante la forte concorrenza dei partenopei di Sarri. Ed è proprio al tecnico toscano, tornato in panchina ufficialmente a Firenze a causa della polmonite che lo ha sottratto al palcoscenico d'inizio stagione, il destinatario della prima stoccata di Conte. A margine della conferenza stampa, dopo aver predicato cautela e contenuto l'entusiasmo per il filotto dell'Inter, ha dedicato un pensiero anche al collega bianconero. Non fa il nome in maniera esplicita ma s'intuisce a chi sia rivolto il riferimento.

La stoccata di Antonio Conte a Maurizio Sarri

Non voglio dire niente perché altrimenti dovremmo tirare in mezzo i bilanci e gli stati patrimoniali – ha ammesso Conte -. Dico che qualcuno deve stare tranquillo e sereno perché ora sta dalla parte forte.

Perché Conte s'è espresso in questo modo? Basta riavvolgere il nastro della giornata di qualche ora e tornare indietro con la sequenza videoclip fino al commento fatto da Sarri a caldo, dopo il pareggio per 0-0 e poco brillante della Juventus al ‘Franchi'. Il tecnico aveva fatto notare che l'orario della partita e le condizioni climatiche [il caldo] avevano sicuramente influito sulla prestazione complessiva della squadra. "Giocare alle 15 o alle 20.45 cambia. In campo c'erano 35 gradi", le parole dell'allenatore che – quando era sulla panchina del Napoli – s'era spesso lamentato del potere bianconero.