Ammutinamento oppure c'è stata un'autorizzazione presidenziale dell'ultima ora? La versione del momento è ribellione al padrone che ha alzato la voce in queste settimane. Qualcosa del tipo: Noi adesso ce ne andiamo, fallo sapere pure a tuo padre. Ecco cosa s'è sentito dire il figlio del patron, Eduardo De Laurentiis, all'interno dello spogliatoio. Affrontato a muso duro dallo ‘zoccolo' della squadra che ha scelto di picchiare forte e rispondere mostrando i muscoli rispetto alle sollecitazioni del massimo dirigente. Avvisaglie c'erano state con Ancelotti che in conferenza stampa aveva espresso il suo disaccordo per la scelta della società di imporre il prolungamento del ritiro dopo il ko dell'Olimpico.

Bomba scoppiata, è la deflagrazione della crisi. L'onda d'urto s'è propagata dopo il match con gli austriaci quando il tecnico ha deciso di non presentarsi (episodio per il quale il Napoli sarà multato perché contravviene ai regolamenti della Uefa) dinanzi ai taccuini dei giornalisti (era atteso assieme a Fernando Llorente).

Nessun calciatore sale a bordo del pullman diretto a Castel Volturno

Al termine della gara di Coppa, però, nessuno dei giocatori è salito a bordo del pullman che avrebbe dovuto riportarli nel quartier generale del club. Nessuno. Tutti sono andati a casa. Circostanza che aveva lasciato pensare a una concessione da parte della società per smorzare un po' la tensione, permettere al gruppo di ritrovare quella serenità venuta meno per le polemiche arbitrali e per la sequenza negativa di risultati, al di sotto delle attese e per nulla in linea coi proclami dello stesso allenatore.

Ancelotti e lo staff tecnico si dirigono verso il quartier generale

A proposito, dov'era Ancelotti? Il tecnico ha evitato di concedersi alle interviste del dopo gara, è uscito dalla pancia del San Paolo e s'è recato regolarmente a Castel Volturno con il suo staff. I calciatori no e hanno scelto di andare al muro contro muro, allo scontro frontale con il presidente. Un delegazione del gruppo composta dai cosiddetti senatori aveva chiesto alla società un deroga rispetto al diktat post Olimpico. All'interno dello spogliatoio ci sarebbero stati anche attimi di tensione poi la decisione dei calciatori di tornare ognuno alle proprie abitazioni – è la conferma nella notte rilanciata da Sky Sport.

Napoli nel caos, i giocatori chiamano gli avvocati

Cosa succederà adesso? Quale sarà la reazione da parte del Napoli? Da un lato ci sono i giocatori che hanno allertato stesso nella notte i rispettivi avvocati, affidando a loro il compito di rispondere alla chiamata in causa da parte del club che punirà i dissidenti infliggendo almeno multe salate. E De Laurentiis? È stato il primo a lasciare lo stadio, ancora inconsapevole di quanto stesse accadendo.

Oggi la ripresa degli allenamenti, il Napoli è una polveriera

Nell'attesa di conoscere una spiegazione ufficiale di quanto accaduto ieri notte, dopo il pareggio in Champions con il Salisburgo, sul tavolo resta la notizia dei calciatori del Napoli che non hanno fatto rientro a Castel Volturno. La squadra era in ritiro forzoso, lo aveva imposto il presidente Aurelio De Laurentiis dopo la sconfitta di Roma che ha precipitato gli azzurri fuori dal quarto posto e perfino dalla zona Europa League. Oggi saranno tutti al centro d'allenamento dopo la ‘notte dei lunghi coltelli' e del regolamento dei conti che è solo all'inizio.