Il Presidente della società bianconera è intervenuto al J1897 Day, evento dedicato alla famiglia bianconera. In cui ha parlato del presente e soprattutto del futuro che attende la società, i tifosi, tutto il mondo juventino. Non ha mai nominato Max Allegri ma in alcuni passaggi era forte e chiaro il riferimento a quanto è accaduto nelle ultime ore. Dopo 5 anni, il connubio tra club e tecnico è stato sciolto, con un addio che non ha portato tensioni o polemiche ma che apre ad orizzonti nuovi, al momento sconosciuti.

Proprio il presidente juventino non si è tirato indietro davanti alla platea e alle incognite che da qui alla prossima estate la Juventus dovrà affrontare. In primis, il nuovo tecnico che significherà un nuovo corso e un nuovo progetto tecnico. Che cela in sè anche incognite pericolose. Ma per dirla proprio con le parole del numero uno della società campione d'Italia: "Il tratto distintivo del nostro club: è sempre stato la capacità di innovare, di vedere il futuro prima degli altri"

Passato, presente e futuro

Max Allegri non rappresentava il futuro di Agnelli e della Juventus. Forse il presente, di certo il passato. Per il domani c'è altro, dice Agnelli e anche se i tifosi non lo sanno, il disegno è già tracciato: "Si vive nell'oggi insomma, ma proiettati nel domani e dopodomani. Partire il 1° luglio e pensare che vincere lo scudetto sia un dato di fatto è bello, ma non è così, perché dietro ogni successo ci sono lavoro e sudore."

Prima la Juve, poi il resto

Agnelli garantisce continuità di rendimento, di impegno, di progetti. La Juventus prima di tutto: "La Juventus deve avere sempre la capacità di guardare avanti, consolidando al tempo stesso il proprio parco immobiliare e realtà come l'Under 23 e le Juventus Women, capaci queste ultime di vincere il secondo scudetto consecutivo nei loro due primi anni di vita"

Barzagli e il futuro nel mondo del calcio

Infine, il  saluto di Barzagli prossimo all'addio ai colori bianconeri: "Mi mancherà il lavoro quotidiano, gli scherzi, il preparare le partite, il soffrire e gioire insieme ai ragazzi. Sarà dura, ma ora inizia un nuovo percorso: il prossimo sarà un anno importante per capire che strada intraprendere