Il Real Madrid accetta le critiche ma non condivide il clima intimidatorio attorno alla società. C'è una campagna, in atto all'indomani della qualificazione in semifinale Champions ai danni della Juventus, grazie al rigore concesso al 92‘ che è costruita a tavolino per denigrare il nome del club e a rovinarne l'immagine.

Oltre a ciò, sostengono in società, si sta creando anche il presupposto per cui nelle prossime partite vi sarà una pressione indiretta nei confronti del direttore di gara che potrebbe essere così condizionato nel fischiare contro il Blancos, creando l'effetto contrario e procurandone danno.

Il Real Madrid, adesso, è sceso in campo dopo averlo fatto per 180 minuti contro la Juventus guadagnandosi la semifinale che disputerà con il Bayern Monaco. La società di Florentino Perez non tollera più i toni con cui i Blancos sono stati tacciati di furto, grazie al rigore concesso dall'arbitro Oliver e poi trasformato da Ronaldo. Una campagna d'odio nei confronti del club su tutti i fronti, sia in Spagna sia a livello europeo.

Per questo motivo la dirigenza del Real Madrid sarebbe disposta ad andare avanti fino in fondo sull'argomento, fino ad andare alla giustizia sportiva per difendere i propri diritti e il proprio nome. Ad alzare l'asticella è stato lo stesso Zidane che nel pre-partita contro il Malaga è tornato sulle immense polemiche post partita con la Juventus, dicensosi indignato di quanto stia accadendo attorno al club.

Mi sento ferito ed indignato di quanto si stia dicendo attorno al rigore contro la Juventus. Sono amareggiato quando si parla del Real come un club che ha rubato partita e qualificazione, non è vero. Chi parla di furto non sa davvero di cosa stia parlando. Non posso credere realmente che le persone credano veramente che abbiamo rubato la partita