E alla fine è arrivata anche la ‘prima volta' per Zlatan Ibrahimovic: dal primo minuto in campo con la maglia rossonera e il numero 21 sulle spalle, su cui si è caricato anche la squadra nel match esterno vinto contro il Cagliari. Pioli lo aveva detto, Ibra è pronto e carico e così ha assecondato anche i desideri di Zlatan che è stato schierato in attacco con il giovane compagno di reparto Leao (andato a segno). Una partita che ha dato la reale dimensione del momento psicofisico di Ibrahimovic al di là delle promesse di rito e delle dichiarazioni di circostanza.

A segno 7 anni dopo l'ultima volta in Serie A

Dopo il debutto di San Siro contro la Sampdoria, bagnato dall'applauso di San Siro a Cagliari lo svedese è sceso in campo dal primo minuto, in attacco. Trovando la via della rete esattamente 7 anni e 250 giorni dopo l'ultimo gol segnato in Serie A. Era il 2012 e segnò contro l'Inter, sabato 11 gennaio ha bucato la porta del Cagliari, squadra tra le predilette da sempre dello svedese che è andato a segno in ciascuna delle sue ultime cinque gare di campionato contro i sardi.

Bomber da 4 decadi, la prima rete in A nel 2004

Con questo gol, Ibrahimovic ha anche segnato un piccolo record personale: è andato a segno in 4 decadi differenti, 1990, 2000, 2010 e 2020. E, contando la rete di Cagliari, sono saliti a 123 i gol di Ibrahimovic in Serie A con il primo segnato 5.599 giorni fa in un Brescia-Juventus del 12 settembre 2004.

Come ha giocato Ibrahimovic, al di là del gol?

Il dato è presto individuato: Zlatan Ibrahimovic ha disputato una prestazione più che sufficiente ma di certo ancora inferiore alle aspettative. Ha tenuto in apprensione la retroguardia sarda, la sola sua presenza in area di rigore è stato un segnale rosso di pericolo ma in conclusione – dati alla mano – ha inciso poco fino all'ora di gioco, quando poi ha trovato la via del gol. Fino a quel momento, l'attaccante svedese aveva tirato solamente una volta in porta (con incrocio dei pali e gran parata di Olsen), perdendo la maggior parte dei contrasti a terra e dei duelli aerei.

(dati da sofascore.com)
in foto: (dati da sofascore.com)

La condizione fisica: non ancora al 100%

Il merito di Zlatan è stato però quello di dimostrarsi decisivo, sfruttando al massimo la propria esperienza: tre tiri in porta, un palo e un gol (più uno annullato) per lui, segnale che nel momento in cui anche il fisico ritornasse a rispondere al meglio, ritornerà ad essere un elemento più che decisivo per le partite rossonere. Che non sia al cento per cento della condizione si rileva anche dalle zone del campo in cui Zlatan ha giocato: lontano dall'aera avversaria a supporto della mediana, più in un ruolo da trequartista che da punta, preferendo mettersi a disposizione del gruppo più che nel cercare gloria personale. Pur non compiendo alcun assist vincente, ha infatti trovato quasi il 70% di precisione nei passaggi per i propri compagni.