Un gioiellino per Sarri. Un nome che ha attirato fantasie e grandi paragoni, in cerca di riscatto. Oleksandr Zinchenko corrisponde al giocatore che può accendersi di passione al Napoli. Stregato dall'abbondanza di talento, il trequartista di proprietà del Manchester United ha di fronte la più importante scommessa della sua giovane carriera. Il suo arrivo, che dovrebbe preludere all'addio di Giaccherini, regala una gemma da incastonare a Sarri, omaggiato dal tecnico del Bournemouth Eddie Howe come figura di riferimento per il suo calcio. L'ucraino, che tanto piace al ct della nazionale Andriy Shevchenko a cui ha tolto il primato di goleador più giovane in nazionale, è ancora una stellina poco inserita dentro meccanismi associativi, ancora poco a suo agio nel mettere il noi davanti all'io. Convincerlo a cambiare paradigma, far esplodere il suo talento è la nuova affascinante sfida, da vincere per uscire dalla prigionia del sogno.

L'addio polemico allo Shakhtar.

Un viaggio iniziato a Radomyshl, antico centro a maggioranza eebraica nell’oblast di Zytomir. Inizia con il Monolit Illichivsk esplode allo Shakhtar Donetsk. È fondamentale nella Youth League 2013-14, decisivo il suo gol per battere il Manchester United e centrare la qualificazione agli ottavi.

Ma, ancora sotto contratto, Zinchenko lascia la squadra. Secondo il presidente Palin, che inizierà una causa al CAS di Losanna, ha rotto unilateralmente il rapporto con il club. Si accorda a febbraio 2015 con i russi dell’Ufa ma per il resto della stagione non può giocare in un campionato professionistico e disputa la Mitinsky Football League, una competizione amatoriale a Mosca. Lo Shakhtar chiede il risarcimento all’Ufa, e la controversia aumenta quando Zinchenko viene convocato in nazionale.

All’Ufa, che ha goduto del warholiano quarto d’ora di celebrità quando l’ex Arsenal Emmanuel Frimpong viene espulso contro lo Spartak Moscow per aver mostrato il dito medio al pubblico che l’aveva bersagliato con cori razzisti, Zinchenko debutta in Russian Premier League in casa contro il Krasnodar, che vincerà 2-0.

Saranno le 24 presenze della stagione 2015-16 a cambiare storia, orizzonti e destino. Segna due gol, firma quattro assist e spinge l’Ufa alla salvezza e al quarto di finale di coppa nazionale, perso contro i futuri campioni di Russia del CSKA Mosca. La facilità di tocco e la precisione nei calci da fermo spiccano contro Zenit e Rostov. Zinchenko debutta in nazionale maggiore contro la Spagna e a maggio di un anno fa, nel 4-3 contro la Romania, diventa il più giovane marcatore nella storia dell’Ucraina. Supera anche il record di precocità dell’attuale ct, Andriy Shevchenko. Non era ancora nato, però, quando Sheva scriveva la storia contro la Turchia.

Ha giocato da ala ma è un numero 10.

Più che alla stella del Milan, però, somiglia al suo “gemello” nella Dinamo Kiev, Sergiy Rebrov o all’ex Arsenal Arshavin. È un’ala che ha giocato anche da trequartista, versatile, istintivamente votato all’attacco. Acquistato l’anno scorso dal Manchester City di Guardiola, che l’ha girato in prestito al PSV Eindhoven, Zinchenko arriva da una stagione da incubo. Ha disputato 12 partite in Eredivisie, per 493 minuti complessivi, che comunque gli sono bastati a fornire Quattro assist. Cocu l’ha schierato titolare solo in quattro occasioni, e sempre da trequartista, l’ultima a marzo. Nel finale di campionato, si è visto solo con la squadra riserve in seconda divisione, la Jupiler League, insieme a Manu García, James Horsfield e Ashley Smith-Brown, arrivati anche loro in prestito dal Manchester City.

L'ultima stagione al PSV nei dati Squawkain foto: L'ultima stagione al PSV nei dati Squawka

Non è un’uomo d’area, è un’attaccante di manovra, più vicino a Insigne che a Mertens, con un gran tiro mancino da fuori, bravo a disegnare cross dalla trequarti eppure con letture difensive, senso dell’anticipo e del tackle superiori alla media nel suo ruolo. “E’ un giocatore rapido, e si trova più a suo agio sulla sinistra” spiega in un’intervista Andrew Flint, giornalista originario di Manchester che da anni vive in Russia. “Ha giocato anche a destra, ma potenzialmente è un numero 10. Non ha paura di rientrare e di fare il lavoro sporco quando serve e, nonostante una struttura minuta, si difende anche dal punto di vista fisico. Può diventare un talento elettrizzante, ma ha bisogno di molte occasioni per mettersi in luce”. E di sviluppare una struttura fisica che gli permetta di esaltare la velocità di pensiero, anche nella ricezione spalle alla porta, e di proteggere meglio palla per ribaltare l’azione.

Il contributo offensivo in carriera – Dati Opta, fonte WhoScored.comin foto: Il contributo offensivo in carriera – Dati Opta, fonte WhoScored.com

Nessuna parentela con l’altro Zinchenko.

Oleksandr è solo omonimo di Anatolij Zinchenko, passato al Rapid Vienna dallo Zenit nel 1980 e ufficialmente considerato il primo sovietico espatriato per ragioni sportive. Un trasferimento misterioso, racconta Vincenzo Paliotto nel suo libro Football Fans, probabilmente permesso anche per riavvicinare il Partito comunista austriaco alle posizioni di Mosca. Zinchenko, che doveva rimanere a Vienna appena un anno, resterà per tre stagioni segnando sei gol in 45 partite, ma si scoprirà non essere davvero il primo sovietico all'estero. Nel TSG Neustrelitz, la seconda divisione del campionato della Germania Est, già giocavano Mikhail Forkas, Nikolay Litwinow, Wiktor Babenko e Wiktor Kalinin.

Shevchenko: "Deve cogliere l'opportunità per esplodere"

Zinchenko ha già messo in luce lampi di maturità e debolezze su cui lavorare. “E' evidente che abbia talento” ha detto Shevchenko, “deve cogliere la sua opportunità”. Ha sempre lavorato duro, conferma il suo ex compagno di squadra Viktor Kovalenko. “Pensa a tutto in anticipo” spiegava in occasione di Euro 2016, “ha sempre voluto giocare per l'Arsenal o per il Barcellona. E secondo me ha le qualità per arrivarci”. Magari cominciando a brillare nel Napoli “bello di notte” che vuole conquistare l'Europa.