Un sogno, un desiderio forte ma anche un’esigenza economica e di programmazione. Il titolo è presto scritto: “quattro squadre per due posti”. Eppure, la collocazione utile, prima della opportuna e tempestiva riforma Champions operativa dal 2018/19 con quattro compagini italiane direttamente ai gironi, sarebbe una col terzo posto playoff sempre un’incognita per i club nostrani. La classifica recita, dopo 29 giornateRoma 65, Napoli 63 (grazie alla vittoria di Empoli), Lazio 57, Inter 55 (dopo il pareggio per 2-2 a Torino). Tutto in sette punti, in quattro esiziali scontri diretti (due nella stessa giornata, il 30 aprile con Inter-Napoli e Roma-Lazio), tutto, nelle ultime dieci di campionato. Una volata entusiasmante che si oppone alla malinconica discesa agli inferi di Palermo, Pescara e Crotone, alla corsa scudetto quasi solitaria della Juve e regala un pizzico di brio, di vivacità ed effervescenza ad un torneo per il resto abbastanza deludente. In questo particolare scenario proviamo ad immaginare la classifica finale di questa Serie A con i dati e le statistiche fatte registrare da Roma, Napoli, Lazio ed Inter.

Fase offensiva: Napoli secondo, Roma terza.

Se il calcio dipendesse solo dalla fase offensiva, la corsa Champions avrebbe già un chiaro vincitore nel Napoli di Sarri. E sì perché gli azzurri in queste 28 giornate sin qui disputate hanno fatto registrare una serie di risultati importanti proprio nel pacchetto avanzato. Dai gol fatti (65) alla media gol per partita (2.3), dai tiri totali (411) alle reti da aziona manovrata (51), infatti, Hamsik e compagni hanno superato Roma, Lazio ed Inter in più fondamentali del gioco. Uno score che giustifica le 65 segnature complessive ed il marchio di squadra più prolifica del torneo.

Lazio

Ultima, invece, in questi precisi contesti è la Lazio di Inzaghi che si posiziona alle spalle delle dirette concorrenti con “solo” 50 gol a referto frutto dei meno tiri per partita (5.6), di una media gol a match inferiore (1.7) e del minor numero di assist vincenti (25). Nel mezzo, invece, Roma e Inter che si dividono, nel computo totale delle cifre raccolte, talvolta il “secondo” talvolta il “terzo” posto in queste precise graduatorie di merito. E se la Roma spicca per i tiri totali (397), per media gol (2.1), conclusioni nello specchio per gara (5.9), marcature da azione manovrata (39) e rigori trasformati (10), l’Inter scavalca i giallorossi in tiri per match (17.4), assist vincenti (34) e cross (317).

Fase difensiva: Roma su tutte, Napoli handicap calci piazzati.

Sul fronte difensivo, invece, l’aspetto che forse in Italia conta di più per l’estremo tatticismo del proprio campionato, la palma di squadra più forte, al netto dell’handicap iniziale patito dall’Inter sotto la guida De Boer, va alla Roma. Il club giallorosso, infatti, ha subito meno reti di tutte (25, seconda miglior difesa del torneo) con diversi indicatori che parlano della solidità della retroguardia capitolina. Fra questi, oltre all’assenza di gol subiti su rigore, troviamo una miglior media gol (0.9), una maggiore capacità di aggredire gli avversari su azione manovrata (20) ed il pacchetto arretrato più efficace nei duelli aerei con solo 3 reti al passivo da piazzato in tutta la stagione. Insomma, se l’attacco non è il più forte di tutti, la difesa “sopperisce” a questa mancanza.

Roma

A seguire, invece, troviamo l’Inter di Pioli capace di incassare 31 reti (18 da quando in panchina c’è l’ex biancoceleste), in grado di concedere meno tiri di tutti a partita (10) e intercettare le folate avversarie da azione manovrata con appena 19 marcature concesse. A chiudere, Lazio e Napoli con 30 marcature sul groppone e, specie per i partenopei, l’handicap di peggior difesa sui corner e punizioni con addirittura 8 segnature sopportate malgrado la presenza, in coppia centrale, degli statuari Albiol e Koulibaly. Infine, sempre sponda partenopea, Reina e compagni prendono più gol di tutti nonostante il minor numero di parate a referto (73) ed il minor numero di tiri subito per gara insieme all’Inter (10).

Minuti giocati, calciatori impiegati e partite totali: la forma fisica per la Champions.

La squadra maggiormente svantaggiata dalla condizione fisica, alla lunga, potrebbe essere il Napoli. La compagine di Sarri, infatti, oltre ad essere quella che corre mediamente di più nel corso di una partita (110 km circa) è anche la formazione ad aver impiegato maggiormente un gruppo di “titolarissimi” con 12 giocatori con oltre 1.000 minuti sulle gambe. A seguire, la Lazio di Inzaghi con 27 interpreti impiegati, di cui 13 sopra i 1000’ (Parolo stakanovista a 2.539) e 108.8 km medi percorsi.

Napoli Inter

Un ritmo dispendioso ma che, col minor numero di gare disputate (31) sembra non poter rappresentare un problema grave per il rush finale. Infine, a chiudere l’aspetto legato al rendimento atletico nelle ultime 10 di campionato, troviamo l’Inter con 26 interpreti del rettangolo verde schierati, 14 che hanno superato quota 1.000’, 36 sfide affrontate e 108.3 km percorsi con la Roma più “riposata” per i 105 km medi garantiti e la maggiore capacità di fare turnover con 15 uomini in rosa che hanno superato, malgrado la preparazione anticipata per i preliminari Champions, quota 1.000 (Dzeko più impiegato a 2.479’).

Fattore calendario: Roma in svantaggio; Napoli, Inter, Lazio sullo stesso piano.

Come variabile assolutamente da non sottovalutare rintracciamo, al di là degli eloquenti numeri raccolti, il calendario delle prossime giornate (dalla 29a odierna fino alla 38a). Fra le squadre ancora in corsa per i posti Champions, le avversarie più dure da incontrare sembrano essere tutte per la Roma. Gli ostacoli per i giallorossi, infatti, si chiamano Atalanta, Lazio, Juventus fra le mura amiche e Milan con, invece, le restanti sei gare abbordabili contro formazioni prive di obiettivi da raggiungere. A seguire, in termini di incontri difficili abbiamo la Lazio che, nei prossimi 900 minuti, affronterà tutte le avversarie “europee” in scontri diretti con Napoli e Inter all’Olimpico e l’impronosticabile derby di Roma.

Inter e Napoli, big match fra di loro a parte del prossimo 30 aprile, sembrano avere vita meno dura con altri due ostici sfide (Juventus e Lazio per i partenopei, derby della Madonnina e Lazio per i nerazzurri) e ben sette club da affrontare con, nota positiva o imprevedibilmente negativa, zero preoccupazioni e problemi di classifica. Insomma, se il resto del torneo delude, la lotta per la Coppa Campioni sembra più avvincente di una volata al Tour de France con quattro straordinari velocisti: Roma, Napoli, Lazio e Inter.