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Prima giornata di campionato e primo episodio razzista da censurare e condannare. La festa per il ritorno del campionato di Serie A, è stata subito rovinata da una parte della tifoseria dell'Hellas Verona che in occasione della sfida contro il Napoli di Maurizio Sarri non ha perso l'occasione per per far parlare di sé per l'ennesima volta. Non nuovo ad episodi di razzismo, gran parte del popolo dell'Hellas ha infatti voluto accompagnare la lettura della formazione ospite, da parte dello speaker dello stadio, con l'epiteto "scimmia": rivolto ad ogni giocatore della squadra campana. Un episodio, ripreso anche da qualche telefonino e subito postato in rete, che non ha mancato di sollevare le proteste e l'indignazione generale di critici, media e tifosi napoletani.

L'immobilismo di Tavecchio.

Non è la prima volta che succede. E purtroppo non sarà neanche l'ultima, perché la spiacevole consuetudine di apostrofare i nomi dei giocatori avversari in questo modo, capita anche durante le partite con le altre squadre italiane ad eccezione di Lazio, Sampdoria Fiorentina: formazioni gemellate con la tifoseria scaligera. Se in campo ci hanno pensato Insigne e compagni a zittire la parte di pubblico razzista, fuori dal terreno di gioco dovrebbe invece intervenire la Federazione che, fino ad oggi, non è mai andata oltre a semplici richiami e multe da qualche migliaio di euro. Dopo i fatti dello scorso campionato accaduti a Cagliari, in occasione della partita con il Pescara di Sulley Muntari, Carlo Tavecchio dichiarò: "Quello che è successo è esecrabile e si faranno delle iniziative". In attesa di una presa di posizione netta, dura e convincente della Figc, non resta che condannare l'accaduto e sperare che questa ignobile forma di razzismo cessi il prima possibile.