La notte è bianconera sulle "Ramblas" di Barcellona. Dopo la vittoria nel match d'andata, la Juventus ha conquistato l'accesso alla semifinale di Champions League grazie al pareggio colto in Spagna. Una qualificazione meritata quella dei bianconeri, e non solo per ciò che si era visto nel match di Torino. In vista della trasferta spagnola, Allegri è stato perfetto nel preparare i suoi alla battaglia del "Camp Nou". In campo con il modulo ultra offensivo, il tecnico livornese ha azzeccato tutto e portato a casa il pass per la semifinale europea.

La Juventus vista a Barcellona, è stata più forte di tutto. Più forte del tanto temuto tridente catalano, del clima ostile (e a tratti antisportivo) del "Camp Nou" e di una designazione arbitrale che aveva rievocato vecchie battaglie perse dalla vecchia signora e dal suo allenatore. Insieme al Real di Cristiano Ronaldo, all'Atletico Madrid e al sorprendente Monaco, a Nyon per i sorteggi delle semifinali (venerdi prossimo) ci sarà dunque anche la Juventus: capace di vendicare la serata amara di Berlino e di centrare una semifinale che, dopo l'accoppiamento con il Barça, in pochi avevano pronosticato.

Blaugrana ingabbiati.

Sono in centomila, sugli spalti del "Camp Nou", a chiedere al Barcellona l'ennesimo miracolo europeo dopo quello ottenuto contro il Psg. In campo con due novità rispetto alla partita persa allo "Stadium" (determinante il ritorno di Busquets), la formazione blaugrana ha schiacciato sull'acceleratore sin dall'avvio del match, ma a finito per schiantarsi spesso contro la difesa a quattro e i due mastini di centrocampo di Allegri. Poco impressionata dal grande ritmo imposto inizialmente dai catalani, la Juventus ha risposto con un primo tempo ordinato, attento e di personalità.

Alle parole della vigilia, soprattutto quelle di Luis Enrique (convinto della "remuntada"), Messi e compagni non hanno fatto seguire i fatti. Molto fumo e pochissimo arrosto in casa blaugrana, dove Iniesta e compagni hanno spinto più con la forza dei nervi che con la ragione. Una condotta di gara che ha "partorito" solo un paio di occasioni significative (Neymar e Messi intorno al 20esimo), tanta confusione davanti all'area bianconera e praterie invitanti per i campioni d'Italia: sfortunati nelle due chance capitate sul piede di Gonzalo Higuain.

Fortino bianconero.

Con il Barça tutto in avanti a caccia del gol, la Juventus ha avuto la prima palla gol della ripresa con Cuadrado: destro dal limite dell'area, fuori di poco. Dopo un sinistro alto di Messi, ancora il colombiano ha messo in difficoltà la retroguardia blaugrana con un tiro deviato in corner. Lo spirito di sacrificio messo in campo dall'undici di Allegri, è stato il miglior antidolorifico di fronte agli attacchi isterici dei blaugrana. Se nel primo tempo aveva combinato ben poco, nella seconda frazione Messi ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle.

La "Pulce" ha sfiorato il bersaglio grosso al 66esimo, giusto qualche istante prima del sinistro velenoso di Sergi Roberto finito fuori di un soffio. Schiacciata nella propria metà campo, la Juve si è fatta vedere in avanti con una conclusione alta di Dybala: arrivata poco prima del suo cambio con Barzagli. A dieci minuti dal termine, l'ultimo brivido per Buffon: decisivo nel deviare un cross insidioso di Neymar. Accompagnata dai cori dei tifosi giunti dall'Italia, la formazione piemontese è arrivata sino alla fine del match, non prima di aver sfiorato la rete con Lemina. Al triplice fischio finale, è scattata la festa. Da oggi, il sogno di arrivare a Cardiff è ancora più vicino.